Perchè la Fallaci ha irritato tanto

LA VERA BOMBA? E’ QUELLA DEMOGRAFICA

Perchè gli ultimi libri della Fallaci hanno irritato tanto l’establishment di sinistra, fino a provocare un vero e proprio fenomeno di censura mediatica sulle sue idee, entusiasmando di pari passo tutti quelli, e siamo in tanti, stanchi di farsi imbambolare dal politically correct dominante?
Uno dei motivi principali sta nel fatto che Oriana è stata la prima intellettuale a spiegare a chiare lettere a tutto l’Occidente che il pericolo dell’islamizzazione non viene tanto dalle bombe dei terroristi ma dalla bomba demografica degli immigrati mussulmani, la cosiddetta “politica del ventre”. Si tratta di una bomba a scoppio ritardato, molto ritardato, ma dall’effetto più micidiale, a lungo termine, delle bombe di Londra o Madrid.

Quello che i nostri politici non vogliono capire è che, mentre noi diamo la caccia ai “cattivi e ai bombaroli”, gli altri, i “buoni e i giusti”, arrivano a milioni, si portano dietro parenti e parenti dei parenti, e poi figliano, figliano, figliano, fino al giorno in cui saranno talmente numerosi da poter fare massa critica. E allora non ci sarà più bisogno delle bombe per imporre le proprie leggi, ma avranno già vinto la guerra…Ironicamente, aiutati proprio dai nostri intellettuali buonisti che si illudono che i “moderati” siano la stragrande maggioranza dell’Islam e che basti combattere i “cattivi” per mettere le cose a posto. Assecondando così proprio la strategia a tenaglia dell’Islam: con una mano distrarci con il terrorismo, e intanto che noi corriamo dietro al lupo cattivo, con l’altra occupare pian piano l’ovile rimasto indifeso.

Il problema dunque è: che cosa si intende per “moderati”?
Certo, se per moderati intendiamo coloro che non sono in alcun modo collusi con Al Qaeda, allora la stragrande maggioranza degli immigrati mussulmani è certamente composta da brave persone. Ma questo non basta a renderli moderati in rapporto alle nostre leggi, che vanno accettate in toto, se davvero si vuole parlare di integrazione.
D’accordo, sono moderati perché rifiutano il terrorismo, però intanto: continuano a considerare la donna inferiore all’uomo, obbligano la moglie e la figlia al velo, se il suo fidanzato è un infedele pretendono che si converta, e per giunta esigono moschee senza concederci neppure una chiesa nelle loro terre.
E poi: incuranti del tanto decantato “dialogo tra culture diverse”, pretendono scuole per loro, infischiandosene degli encomiabili sforzi che la nostra scuola pubblica ha fatto per accogliere al meglio i ragazzi extracomunitari.

E che dire quando capita che mandino in tilt il servizio ospedaliero perché gli infermieri mussulmani si rifiutano di obbedire alle dottoresse? O quando macellano povere bestie con crudeli agonie da dissanguamento, tanto chi se ne frega dei minimi diritti degli animali?

Ma, soprattutto, come ci insegna la storia delle vignette danesi e del discorso del papa, attentano alla più bella dote che l’Occidente ha nel suo corredo culturale: quella libertà di espressione e di critica che è sacra tanto per i laici che per i credenti, quella libertà che ha sempre ispirato le migliori menti dell’Occidente.
Dicono di sentirsi anche occidentali? Mi fa piacere, ma allora perché non vedo sorgere un movimento di giovani di origine mussulmana che dichiarino, senza se e senza ma, che i nostri valori civili vengono prima di quelli islamici, coranici o non coranici che siano?
Dicono di essere contro le bombe? E allora perché non si sente mai di mussulmani che denuncino, o almeno critichino, quelle moschee nelle quali si predica l’odio contro l’Occidente?
Dicono di voler condividere le nostre leggi?
E allora perché non segnalano alla polizia i tanti spacciatori che infestano le nostre città? Non sarà forse perché ce ne sono tanti di origine maghrebina?
Dicono di considerare la donna uguale all’uomo? E allora come mai non denunciano il vicino di casa che massacra di botte la figlia o la moglie che rifiutano il velo?
Dicono di essere per la libertà religiosa?
E allora come mai considerano l’apostasia il peggiore dei crimini, fino ad emarginare completamente un mussulmano che si sia convertito ad un’altra religione? Quando va bene, perché in altri casi la pena è la morte, e non solo nel lontano Afghanistan. Che aspettano a convincersi che la vera libertà religiosa si ha quando ciascuno “…va in cielo per la via che preferisce”, come acutamente scriveva Voltaire a proposito degli Inglesi.
E così via, la lista potrebbe continuare.
E allora mi pongo una domanda che tanti si saranno certamente già posta: è mai possibile che l’onere della prova di tolleranza e democraticità debba sempre spettare a noi occidentali? Non sarebbe ora che fossero loro, gli ospiti, a dimostrare a noi, i padroni di casa, di essere davvero disposti a condividere in pace i nostri valori? O siamo fascisti e razzisti a chiedere tanto?

Quanto alla bomba demografica, la soluzione è semplice: immediata espulsione di tutti i clandestini, mussulmani e no, nessuna concessione del diritto di cittadinanza né approvazione della legge sullo “ius soli”, e concessione dei permessi di soggiorno col contagocce, privilegiando le persone più facilmente integrabili con la nostra società, atei o cristiani che siano.

Del resto, durante la Guerra Fredda, anche l’America multiculturale e fondata sull’immigrazione proibiva l’accesso a tutti gli iscritti ai partiti comunisti, pena l’espulsione immediata dal territorio nazionale. Ragioni di sicurezza, dicevano, e infatti: potrà sembrare discriminatorio, ma una società ha il sacrosanto diritto di difendere i propri valori, possibilmente in modo incruento. E un’espulsione non sarebbe certo un atto cruento, perfino se si trattasse di trainare indietro i clandestini sugli stessi barconi con i quali sono arrivati, dopo averli bensì soccorsi e nutriti, ma riportandoli subito dopo appena fuori dalle acque territoriali africane. Beninteso, dopo aver spaccato il motore della barca, casomai gli venisse la voglia di riprovarci…
E poi, sì ai rapporti commerciali privilegiati con la Turchia, ma un no chiaro al suo ingresso in Europa: fare entrare settanta milioni di Turchi nel nostro parlamento europeo sarebbe demenziale, significherebbe dare un’accelerazione pazzesca alla bomba demografica che tanti buoni immigrati mussulmani ci stanno piazzando sotto il sedere.
Una tirata d’orecchi infine a noi occidentali: che dire di tutti quei cittadini di paesi islamici che sono venuti in Europa per viverci da persone libere e dei quali nessuno sembra preoccuparsi? Oggi, dopo anni di sacrifici e di vita precaria, queste persone che hanno puntato tutto sull’Occidente, si vedono costruire la moschea sotto casa e si sentono accerchiati proprio da quella gente che speravano di essersi lasciata alle spalle. Dunque noi occidentali abbiamo un doppio obbligo di difendere i nostri valori illuministici e cristiani: nei confronti di noi stessi, certo, ma anche nei confronti di quelle migliaia di esseri umani che si sono rifugiati da noi in cerca di un po’ di pace e sicurezza. Se ci dimenticheremo di loro, se non saremo in grado di proteggere loro e noi, renderemo ancora più difficile la nascita di un movimento di mussulmani davvero amici dell’Occidente.
Per adesso ne conosco solo uno che ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto: si chiama Magdi Allam, è felice di aver scelto l’Italia e ha tutta la nostra stima e ammirazione.
Peccato soltanto che viva da anni sotto scorta.

ARTICOLO INVIATO DA UN LETTORE
Associazione “Una Via per Oriana”

 



        

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