Stime scagliate dalla Fallaci: “Nel 2015 gli attuali 500mila nipotini di Allah saranno, in Italia, almeno 1 milione”


da LA FORZA DELLA RAGIONE di Oriana Fallaci – p. 38 segg. – [……..]

Stime scagliate dalla Fallaci: “Nel 2015 gli attuali 500mila nipotini di Allah saranno, in Italia, almeno 1 milione”

Fu nel 635 d.C. cioè tre anni dopo la morte di Maometto che gli eserciti della Mezzaluna invaserola cristiana Siriaela cristiana Palestina. Funel 638 che si presero Gerusalemme e il Santo Sepolcro. Fu nel 640 che conquistata la Persia e l’Armenia e la Mesopotamia ossia l’attuale Iraq invasero il cristiano Egitto e dilagarono nel cristiano Maghreb cioè in Tunisia e in Algeria e in Marocco. Fu nel 688 che per la prima volta attaccarono Costantinopoli, le imposero u assedio di cinque anni. Fu nel 711 che attraversato lo Stretto di Gibilterra sbarcarono nella cattolicissima Penisola Iberica, s’impossessarono del Portogallo e della Spagna dove nonostante i Peayo e i Cid Campeador e i vari sovrani impegnati nella Reconquista rimasero per ben otto secoli.

E chi crede al mito della “pacifica convivenza” che secondo i collaborazionisti caratterizzava i rapporti tra conquistati e conquistatori farebbe bene a rileggersi le storie dei conventi e dei monasteri bruciati, delle chiese profanate, delle monache stuprate, delle donne cristiane o ebree rapite per essere chiuse negli harem. Farebbe bene a riflettere sulle crocifissioni di Cordova, sulle impiccagioni di Granada, sulle decapitazioni di Toledo e di Barcellona, di Siviglia e di Zamora. (Quelle di Zaora, da Almanzor: il visir definito il mecenate dei filosofi, il più grande leader chela Spagna Islamicaabbia mai prodotto).

Cristo! A invocare il nome di Gesù o della Madonna si finiva subito giustiziati. Crocifissi, appunto, o decapitati o impiccati. E a volte impalati. A suonare le campane, lo stesso. A indossare un indumento verde, colore dell’Islam, idem e al passaggio di un musulmano i cani-infedeli dovevano farsi da parte, inchinarsi. Se il musulmano li aggrediva o li insultava, non potevano ribellarsi. Quanto al particolare che i cani-infedeli non avessero l’obbligo di convertirsi all’Islam, sai a cosa era dovuto? Al fatto che i convertiti non pagassero le tasse. I cani-infedeli, invece, sì.

Dalla Spagna nel 721 passarono alla non meno cattolica Francia. Guidati da Abd al-Rahman, il governatore dell’Andalusia, varcarono i Pirenei, presero Narbonne. Vi massacrarono tutta la popolazione maschile, ridussero in schiavitù tutte le donne e i tutti i bambini poi proseguirono per Carcassonne.

Da Carcassonne passarono a Nimes dove fecero strage di monache e frati. Da Nimes passarono a Lione e a Digione dove razziarono ogni singola chiesa, e sai quanto durò il loro avanzare in Francia? Undici anni. A ondate. Nel 731 un’ondata di trecentottantamila fanti e sedicimila cavalieri arrivò a Bordeaux che si arrese immediatamente. Da Bordeaux si portò a Poitiers poi a Tours, e se nel 732 Carlo Martello non avesse vinto la battaglia di Poitiers-Tours oggi anche i francesi ballerebbero il flamenco. Nell’827 sbarcarono in Sicilia, altro bersaglio delle loro bramosie. Al solito massacrando e profanando conquistarono Siracusa e Taormina, Messina oi Palermo, e in re quarti di secolo (tanti ce ne vollero per piegare la fiera resistenza dei siciliani)la islamizzarono. Virimasero oltre due secoli e mezzo, cioè fin quando vennero sloggiati dai Normanni, ma nell’836 sbarcarono a Brindisi. Nell’840, a bari. E islamizzarono anchela puglia. Nell’841 sbarcarono ad Ancona. Poi dall’adriatico si portarono nel Tirreno e durante l’estate dell’846 sbarcarono ad Ostia. La saccheggiarono, la incendiarono, e risalendo le foci del Tevere giunsero a Roma. La misero sotto assedio e una notte vi irruppero. Depredarono le basiliche di San Pietro e di San Paolo, saccheggiarono tutto il saccheggiabile. Per i liberarsene, papa Sergio II dovette impegnarsi a versargli un tributo annuo di 25 mila monete d’argento. Per prevenire altri attacchi, il suo successore Leone IV dovette rizzare le mura leonine.

Abbandonata Roma, però, si piazzarono in Campania. Vi restarono settant’anni distruggendo Montecassino e tormentando Salerno. Città nella quale, a un certo punto si divertivano a sacrificare ogni notte la verginità di una monaca. Sai dove? Sull’altare della cattedrale. Nell’898, invece, sbarcarono in Provenza. Per l’esattezza, nell’odierna Saint-Tropez. Vi si stabilirono, e nel 911 varcarono le Alpi per entrare in Piemonte. Occuparono Tornio e Casale, dettero fuoco alle chiese e alle biblioteche, ammazzarono migliaia di cristiani, poi passarono in Svizzera. Raggiunsero la valle dei Grigioni e il lago di Ginevra, poi scoraggiati dalla neve fecero dietro-front. Tornarono nella calda Provenza, nel 940 occuparono Tolone e…

Oggi è di moda battersi il petto per le Crociate, biasimare l’Occidente per le Crociate, vedere nelle Crociate un’ingiustizia commessa ai danni dei poveri musulmani innocenti. Ma prima d’essere una serie di spedizioni per rientrare in possesso del Santo Sepolcro, le Crociate furono la risposta a quattro secoli di invasioni occupazioni angherie carneficine. Furono una controffensiva per bloccare l’espansionismo islamico in Europea. Per deviarlo, (mors tua vita mea), verso l’Oriente, Verso l’India, l’Indonesia, la Cina, il continente africano, nonché la Russia e la Siberia dove i Tartari convertiti all’Islam stavano già portando il Corano.

Concluse le Crociate, infatti, i figli di Allah ripresero a seviziaci come prima e più di prima. Ad opera dei turchi, stavolta, che si accingevano a partorire l’Ipmero Ottomano. Un impero che fino al 1700 avrebbe condensato sull’occidente tutta la sua ingordigia, la sua voracità,e trasformato l’Europa nel suo campo di battaglia preferito. Interpreti e o portatori di quella voracità, i famosi giannizzeri che ancor oggi arricchiscono il nostro linguaggio col sinonimo di sicario o fanatico o assassino. Ma sai chi erano in realtà i giannizzeri? Le truppe scelte dell’Impero. I super-soldati capaci di immolarsi quanto di combattere, massacrare, saccheggiare. Sai dove venivano reclutati o meglio sequestrati? Nei paesi sottomessi all’Impero. In Grecia, per esempio, o in Bulgaria, in Romani,a in Ungheria, in Albania, in Serbia, e a volta anche in Italia. Lungo le coste battute dai irati. Li sequestravano all’età di dieci o undici o dodici anni, scegliendoli trai i primogeniti più belli e più forti delle buone famiglie. Dopo averli convertiti i li chiudevano nelle loro caserme e qui, proibendogli di sposarsi e d’avere qualsiasi tipo di rapporto amoroso o affettivo, (incoraggiato, al contrario, lo stupro), li indottrinavano come neanche Hitler sarebbe riuscito a indottrinare le sue Waffen SS: Li trasformavano nella piu formidabile macchina da guerra che il mondo avesse mai visto dal tempo degli antichi romani.

Nel 1356, cioè ottantaquattr’anni dopo l’Ottava Crociata, i turchi si beccarono Gallipoli, cioè la penisola che per cento chilometri si estende lungo la riva settentrionale dei Dardanelli. Da lì partirono alla conquista dell’Europa sud-orientale e in un batter d’occhio invasero la Tracia, la Macedonia, l’Albania. Piegaronola Grande Serbiae con un altro assedio di cinque anni paralizzarono Costantinopoli ormai del tutto isolata dal resto dell’Occidente. Nel 1396 si fermarono, p vero, per fronteggiare i Mongoli (a loro volta islamizzati) , però nel 1430 riesumarono la marcia occupandola veneziana Salonicco.

Travolgendo i cristiani a Varna nel 1444 si assicurarono il possesso della Valacchia, della Moldavia, della Transilvania, insomma dell’intero territorio che oggi si chiama Bulgaria e Romania, e nel 1453 assediarono di nuovo Costantinopoli che il 29 maggio cadde in mano a Maometto II. Una belva che in virtù dell’islamica Legge sul Fratricidio (che per ragioni dinastiche autorizzava un sultano a assassinare i familiari più stretti) era salita al trono strozzando il fratellino di tre anni. E a proposito: conosci il racconto che sulla caduta di Costantinopoli ci ha lasciato lo scrivano Phrantzes? [……] Eh si’, fu in questo modo che Costantinopoli divenne Istambul. Che i Fra’Accursio dell’Onu vogliano sentirselo dire o no.

Tre anni dopo, cioè nel 1456, conquistarono Atene dove di nuovo Maometto II trasformò in moschee tutte le chiese e gli antichi edifici. Con la conquista di Atene completarono l’invasione della Grecia che avrebbero tenuto cioè rovinato per ben quattrocento anni, quindi attaccarono la Repubblica di Venezia che nel 1476 se li ritrovò anche dentro il Friuli poi nella vallata dell’Isonzo. E ciò che accadde il secolo successivo non è meno agghiacciante. Perché nel 1512 sul trono dell’Impero Ottomano salì Selim il Sanguinario. Sempre in virtù della Legge sul Fratricidio ci salì strozzando due fratelli più cinque nipoti più vari califfi nonché un numero imprecisato di visir, e da tal individuo nacqui colui che voleva fare lo Stato Islamico d’Europa: Solimano il Magnifico. Appena incoronato, infatti, il Magnifico allestì un’Armata di quasi quattrocentomila uomini e trentamila cammelli più quarantamila cavalli e trecento cannoni.

Dalla ormai islamizzata Romania nel 1526 si portò nella cattolica Ungheria e nonostante l’eroismo dei difensori ne disintegrò l’esercito in meno di quarantotto ore. Poi raggiunse Buda, oggi Budapest. La dette alle fiamme, completò l’occupazione, e indovina quanti ungheresi (uomini e donne e bambini) finirono subito al mercato degli schiavi che ora caratterizzava Istambul. Centomila. Indovina quanti finirono, l’anno seguente, nei mercati che competevano con quello di Istambul cioè nei bazaar di Damasco e di Baghdad e del Cairo e di Algeri. Tre milioni. Ma neanche questo gli bastò. Per realizzare lo Stato Islamico d’Europa, infatti, allestì una seconda armata con altri quattrocento cannoni e nel 1529 dall’Ungheria si portò in Austria. L’ultracattolica Austria che ormai veniva considerata il baluardo della Cristianità. Non riuscì a conquistarla, d’accordo. Dopo cinque settimane di inutili assalti preferì ritirarsi. Ma ritirandosi massacrò trentamila contadini che non gli meritava di vendere a Istambul o a Damasco o a Bagdad o al Cairo o ad Algeri perché il prezzo degli schiavi era troppo calato a causa di quei tre milioni e centomila ungheresi, e appena rientrato affidò la riforma della flotta al famoso pirata Khayr al-Din detto il Barbarossa. La riforma gli consentì di rendere il Mediterraneo un feudo acqueo dell’islam sicché, dopo aver spento una congiura di palazzo facendo strangolare il primo e il secondo figlio più i loro sei bambini cioè i suoi nipotini, nel 1565 si buttò sulla roccaforte cristiana di Malta. E non servì a nulla che nel 1566 morisse d’infarto cardiaco.

Non servì perché al trono ci salì il suo terzo figlio. Noto, lui, non con l’appellativo di Magnifico bensì di Ubriacone. E fu proprio sotto Selim l’Ubriacone che nel 1571 il generale Lala Mustafa conquistòla cristianissima Cipro. Qui commise una delle infamie più vergognose […….]

Del resto non servì nemmeno che il 7 ottobre dello stesso anno i veneziani furibondi ed alleati con la Spagna, il papato, Genova, Firenze, Torino, Parma, Mantova, Lucca, Ferrara, Urbino e Malta sconfiggessero la flotta di Alì Pascià nella battaglia navale di Lepanto.

Ormai l’Impero Ottomano era arrivato all’apice della potenza, e coi sultani successivi l’attacco al continente europeo proseguì indisturbato. Arrivò sino alla Polonia dove le sue orde penetrarono ben due volte. Nel 1621 e nel 1672. il loro sogno di stabilire lo Stato Islamico d’Europa si sarebbe bloccata soltanto nel 1683 quando l Gran Visir Kara Mustafa mise insieme mezzo milione di soldati, mille cannoni, quarantamila cavalli, ventimila cammelli, ventimila elefanti, ventimila bufali, ventimila muli, ventimila tra vacche e tori, diecimila tra pecore e capre, nonché centomila sacchi di granturco, cinquantamila sacchi di caffè, un centinaio tra mogli concubine, e accompagnato da tutta quella roba entrò di nuovo in Austria. Rizzando un immenso accampamento (venticinquemila tende più la sua, munita di struzzi e di fontane) di nuovo mise Vienna sotto assedio.

Il fatto è che a quel tempo gli europei erano più intelligenti di quanto lo siano oggi, ed esclusi i francesi del Re Sole (che col nemico aveva firmato un trattato di alleanza ma agli austriaci aveva promesso di non attaccare) tutti corsero a difendere la città considerata il baluardo del cristianesimo. Tutti. Inglesi, spagnoli, tedeschi, ucraini, polacchi, genovesi, veneziani, toscani, piemontesi, papalini. Il 12 settembre riportarono la straordinaria vittoria che costrinse Kara Mustafa a fuggire abbandonando anche i cammelli, gli elefanti, le moglie, le concubine sgozzate, e …..

© La Forza della Ragione, Rizzoli, 2004, p. 38 segg.



        

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1 Comment

  1. Fabio /

    Attualmente, i Musulmani in Italia sono 1 milione e 350 mila e siamo al 2012…

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