Svezia: minacciati da islamici, cristiani siriani costretti a lasciare il centro profughi

Cristiani siriani che chiedevano asilo. Come tanti altri. Se ne son dovuti andare a mani vuote, senza nulla, neanche un futuro, perché cristiani.

Svezia

 

E’ accaduto in Svezia presso un centro residenziale attrezzato per l’accoglienza dei profughi, un’ottantina in tutto. In stragrande maggioranza si tratta di islamici siriani, descritti come «fondamentalisti» dal quotidiano Dagens Nyether. Ma non tutti…

Tra loro, sono stati subito notati due nuclei familiari, loro connazionali, con indosso delle croci. Hanno capito che si trattava di cristiani, quindi hanno subito intimato loro di togliersi di dosso qualunque simbolo richiamasse la loro fede, almeno finché fossero rimasti in quell’edificio. Non solo: hanno negato loro l’accesso agli spazi comuni, quando utilizzati già da musulmani.

Dopo numerose minacce, intimidazioni e provocazioni, i cristiani siriani, in fuga dall’Isis, non ce l’hanno più fatta: han «temuto per la loro sicurezza e per la loro incolumità», come riferito dall’Observatoire de l’islamisation. Secondo quanto dichiarato da un portavoce dell’agenzia governativa per le politiche migratorie, responsabile del centro, «non hanno osato restare. L’atmosfera si era fatta troppo pesante per loro, rischiavano troppo. Hanno scelto essi stessi di andarsene e di allontanarsi, perché qui, ormai, stavano male».

Questa è la situazione nel Regno di Svezia, Europa. Quelle famiglie eran giunte lì come profughi, pensando di essersi lasciate alle spalle ogni forma di paura, di violenza, di sopruso. Hanno scoperto che, invece, il terrore li aveva seguiti ed era accanto a loro col volto di sempre.

no cristianofobia



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