Usa: il figlio fa outing, senatore repubblicano apre alle nozze gay

15 mar. – Il figlio confessa di essere gay e un importante senatore Usa repubblicano della destra religiosa cambia linea e apre ai matrimoni omosessuali. A raccontare una svolta che sembra uscita da un film di Hollywood e’ stato lo stesso Rob Portman, uno dei primi esponenti del Grand Old Party a raccogliere l’appello di Barack Obama per garantire i diritti delle coppie gay.

A fargli cambiare idea, ha spiegato Portman a un quotidiano dell’Ohio, e’ stato l”outing’ del figlio Will, che nel 2011 annuncio’ a lui e a sua moglie Jane il proprio orientamento sessuale, sottolineando che “non era una scelta” e che era gay “fin da quando poteva ricordare”.

Un’ammissione che sorprese molto la coppia che reagi’ offrendo sostegno e amore, nonostante Portman fosse da anni in prima linea nella battaglia contro i diritti degli omosessuali. Gia’ nel 1996, infatti, membro della Camera, aveva votato a favore del Defence of Marriage Act che definisce il matrimonio come l’unione di un uomo e una donna, e tre anni piu’ tardi si era opposto all’adozione di bambini da parte di coppie gay nel territorio di Washington.

L’annuncio di Will, oggi 21enne studente a Yale, ha ammesso il senatore repubblicano, “mi ha permesso di pensare a questo tema in una prospettiva nuova, quella di un papa’ che vuole dare a suo figlio le stesse opportunita’ che hanno suo fratello e sua sorella, avere una relazione come quella che Jane e io abbiamo da oltre 26 anni”. “Se due persone sono pronte ad assumere un impegno per la vita di amarsi e prendersi cura l’uno dell’altro nella buona e nella cattiva sorte, il governo non dovrebbe negare loro l’opportunita’ di sposarsi”, ha aggiunto.

Un’inversione di tendenza per Portman che ha richiesto anche una lunga riflessione religiosa: da fervente metodista, infatti, il senatore ne ha parlato con il suo pastore di Cincinnati, arrivando in fine alla convinzione che “siamo tutti figli di Dio”. Della questione, ha aggiunto, ne ha parlato anche all’interno del partito, con il leader repubblicano al Senato, Mitch McConnell, forte oppositore alle unioni gay, ma anche con l’ex vice presidente Dick Cheney, padre di una figlia lesbica e noto sostenitore della causa.

Il senatore, che nel 2012 era uno dei ‘papabili’ per diventare il vice di Mitt Romney nella corsa alla Casa Bianca, ha espresso l’auspicio che il Congresso abroghi la norma contenuta nel ‘Defence of Marriage Act’ che proibisce il riconoscimento dei matrimoni gay. Tuttavia, ha aggiunto, gli Stati federali non dovrebbero essere obbligati a riconoscere simili unioni, spiegando che con una sentenza della corte in questo senso, “si correrebbe il rischio di approfondire le divisioni invece che risolverle”. Finora sono nove gli Stati americani, insieme al Distretto di Columbia, che riconoscono pienamente i matrimoni omosessuali: un tema che tornera’ alla ribalta la prossima settimana quando verranno portati davanti alla Corte Suprema due casi legati al tema delle unioni gay, di cui uno mette in discussione proprio il ‘Defence of Marriage Act’. AGI



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