NAPOLI, PISCINA PRIVATA ALLESTITA NEL CENTRO STORICO
Pubblicato il 30/07/09 alle 12:33:16 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Blitz dei vigili e proteste degli utenti La titolare del lido improvvisato davanti all'ospedale Ascalesi: «Che male c'è? Il mare è talmente inquinato»
NAPOLI (29 luglio) - Il sole torrido e il caldo asfissiante rendono l’aria irrespirabile per chi resta in città. E allora quando il mare è negato, per placare l’arsura, non c’è niente di meglio che un bel tuffo in piscina. Poi, seduti all’ombra di un gazebo, mangiare bruschette e una grigliata di carne o di pesce. Lecito se si è su un bel terrazzo o in un giardino. Un po’ meno se il lido improvvisato si trova nel cuore di Forcella. Sulla strada pubblica, davanti all’ospedale Ascalesi, a pochi passi da quello dell’Annunziata, a ridosso di due fontane storiche napoletane, quella della «Scapigliata» e quella del «Capone». L’idea di trasformare il largo Malo Passo in un «lido» è venuta ad una signora che abita al primo piano del civico 40 in via Egiziaca a Forcella. Senza pensarci su troppo ha recintato l’area che separa il palazzo dove abita dalla fontana della Scapigliata, con canne di bambù, nascondendole con un grosso telone scuro. E dietro il paravento ha realizzato un piccolo prato all’inglese su cui ha poggiato una piscina fuori terra, di tre metri per quattro.
Poco distante ha poi montato anche un piccolo gazebo bianco arredandolo con tavolo e cinque sedie, mentre in un angolo del «lido Forcella» ha piazzato persino un barbecue con il carrello. «Che c’è di male? Il mare è inquinato e non ci posso portare i bambini, così li faccio divertire qui, sotto casa» ha risposto la donna ieri pomeriggio quando sono arrivati gli agenti di polizia municipale dell’unità operativa San Lorenzo, coordinati dal tenente Umberto Chinetti. Dopo aver smantellato ad horas la struttura, i vigili hanno poi denunciato la donna per occupazione di suolo pubblico.
«Questo nuovo episodio evidenzia l’incuria che circonda i nostri monumenti e i luoghi dell'arte - dice Antonio Pariante, presidente del Comitato Portosalvo -. Il vero problema però - conclude Pariante - è che Napoli pur essendo nella lista Unesco dal 1995 non ha scuole che partecipano ai programmi per l'educazione alla tutela e alla conservazione del patrimonio. E questi sono i risultati».