Sette mariti in 45 giorni, viene aerestata. RISCHIA PENA DI MORTE
Pubblicato il 11/08/09 alle 11:44:36 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
L’accusa: «falso e poligamia». Reato, quest’ultimo, che la legge islamica punisce con la morte per la donna; mentre per la sharia il maschio ha il diritto legale del matrimonio plurimo Nel giro di 45 giorni ha sposato ben sette uomini. E’ la vicenda di una giovane donna egiziana rimasta incinta che rischia la morte, come denuncia la tv satellitare al Arabiya. Contro la donna 24enne, il giudice di un tribunale a sud del Cairo, in attesa dell’esame del Dna per conoscere il nome del padre, ha predisposto la custodia cautelare in carcere. Succede in Egitto, paese arabo dove vige la tradizione del matrimonio `Irfi´; ovvero una sorta di contratto privato scritto, senza testimoni. Non richiede la presenza dell’imam e non prevede alcun tipo di diritti legali per i coniugi. Questo genere di matrimonio, in voga anche in altri paesi musulmani, è contestato da una buona parte del Clero islamico.
In Arabia Saudita viene chiamata «Matrimonio Messiar»; (facilitato -ndr), mentre nel più esplicito Iran sciita è indicato con la parola «Mutah», (godimento). La giovane, il cui cognome non è indicato, venne arrestata dalla polizia dopo la denuncia del marito che aveva scoperto «per caso un altro contratto di matrimonio Irfi» firmato dalla moglie «pochi giorni prima del nostro matrimonio». Interrogata dalla polizia, Sahar (questo è il suo nome che in arabo significa Magia), ha ammesso di «essere poligama». Le indagini hanno rivelato che la 24enne, «in media ogni 10 giorni, usava legarsi in matrimonio con gli avventori del bar dove lavora» e dove ha incontrato, tra l’altro, anche l’ultimo marito che l’ha denunciata. Interpellata dal giudice, la donna ha affermato di essersi «regolarmente divorziata da tutti i suoi mariti» senza sapere indicare l’identità del padre del figlio che porta in grembo. Il giudice del Tribunale penale di al Ghardafah, nella provincia del Mar Rosso a sud della capitale egiziana, dopo avere predisposto il test del Dna, ha ordinato 15 giorni di custodia cautelare per la donna. L’accusa: «falso e poligamia». Reato, quest’ultimo, che la legge islamica punisce con la morte per la donna; mentre per la sharia il maschio ha il diritto legale del matrimonio plurimo.