Pubblicato il 23/09/09 alle 16:05:09 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Il cosiddetto movimento pacifista sta facendo il gioco dei terroristi e dei dittatori e viene ampiamente usato per questo Definire il pacifismo non è mai stato semplice. La definizione ufficiale recita: “il pacifismo è il rifiuto della violenza e della guerra come strumenti per la soluzione di conflitti”. Quali strumenti intenda usare un “buon pacifista” per risolvere i conflitti non è dato però sapere.
In realtà il pacifismo è formato da diverse anime molte delle quali hanno poco a che vedere con la definizione tipo di pacifista o di difensore dei Diritti Umani, ma sono molto più legate a una linea anti-americana e anti-israeliana. Non si spiega altrimenti come persone che si definiscono “pacifisti” bramino per l'uccisione di soldati americani, israeliani, italiani o comunque legati a quello che la loro mente malata chiama “il complotto amerikano-sionista” per controllare il mondo.
Dietro al movimento pacifista tradizionale, più che rispettabile (almeno per l'ideologia che lo contraddistingue a prescindere da come uno la pensi in merito), si nasconde una lobby molto articolata che ha fatto di persone come Chavez, Bashir e Ahmadinejad o di movimenti come Hamas, Hezbollah o come il movimento talebano, degli idoli, degli eroi da santificare in ogni occasione. Si definiscono pacifisti ma esaltano le “gloriose azioni dei resistenti talebani” quando ammazzano sei militari italiani e venti inermi cittadini afghani colpevoli solo di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Si definiscono pacifisti quando esultano per il kamikaze di turno che si fa esplodere nel centro di Baghdad uccidendo qualche militare straniero e centinaia di civili inermi. Stappano lo spumante quando un quassam centra una abitazione civile israeliana uccidendone gli abitanti.
Però non dicono una parola quando i loro idoli massacrano il loro popolo, anzi, li difendono invocando la “non ingerenza” e lo spettro (sempre d'attualità) delle guerre per il petrolio, per il rame o semplicemente per l'acqua minerale. Possono forse criticare uno come Ahmadinejad che ha preso il potere in Iran con un golpe e ha fatto massacrare centinai di giovani iraniani che protestavano (loro si) pacificamente? Possono farlo quando Ahmadinejad è il loro paladino nella lotta al potere amerikano-sionista? Criticano forse Chavez quando mette il bavaglio a tutta la stampa di opposizione, quando incarcera i dissidenti e quando spende miliardi di dollari per comprare armi o per finanziare ridicoli documentari auto-celebrativi mentre la sua gente muore di fame? Non possono farlo, anche Chavez è un loro paladino. Scendono forse in piazza a bruciare bandiere sudanesi quando Bashir porta avanti un vero e proprio genocidio in Darfur? Ma siamo pazzi? Bashir è uno dei migliori alleati di Ahmadinejad e Chavez. Fanno forse manifestazioni oceaniche con tante bandiere arcobaleno quando i talebani massacrano scientificamente il popolo afghano o quando trattano le donne peggio di un cammello? Mai visto.
Noi lo chiamiamo pacifismo a orologeria (o fazioso). Emerge sempre e solo quando c'è da contestare l'invio di truppe militari a difesa del Diritto di un popolo contro la prepotenza e la violenza di uno dei loro paladini.
Il pacifismo a orologeria può contare sull'appoggio incondizionato di migliaia di sostenitori che spesso non sanno nemmeno di cosa parlano ma sono perfettamente indottrinati dall'elite, quelli che si nascondono dietro a “organizzazioni umanitarie” profumatamente finanziate da fondi pubblici o da paesi arabi, da partiti politici finanziati sempre da fondi pubblici e, spesso, da movimenti filo-arabi, da illustri professori e studiosi che si fanno pagare fior di quattrini per le loro conferenze organizzate, guarda caso, da fondazioni riconducibili facilmente al mondo arabo.
La triste verità è che del vero pacifismo non rimane nulla. Oggi la parola “pacifista” viene usata esclusivamente per nascondere secondi fini, per interessi che spesso coincidono con quelli dei peggiori terroristi del pianeta, persone come Ahmadinejad, Bashir, Afeworki e persino il Mullah Omar e Bin Laden. Il cosiddetto movimento pacifista sta facendo il gioco dei terroristi e dei dittatori e viene ampiamente usato per questo. Quale miglior mezzo per contrastare l'invio di forze armate di pace nei luoghi dove i Diritti vengono sistematicamente violati? E allora le missioni di pace vengono chiamate “missioni di guerra”, i peacekeeper vengono chiamati “invasori” e i terroristi vengono chiamati “resistenti”. Di questo pacifismo possiamo tranquillamente farne a meno.