Pubblicato il 02/10/09 alle 22:14:54 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Giovane islamica scappa da casa. Minacciata dai familiari, è rifugiata in una località segreta. "Adesso spero di trovare lavoro" MILANO «Cerco un lavoro, posso chiedere a voi?». Si è presentata così a un incontro per le straniere promosso dallo Sportello Donna del Comune di Abbiategrasso un’islamica le cui generalità devono rimanere segrete. Da allora la sua vita è cambiata. Il lavoro non l'ha ancora trovato. Ma ha ottenuto qualcosa di più importante: un posto in una casa famiglia, in una località segreta in Lombardia, dove può riprendere in mano le redini della sua vita. La donna, che ha 33 anni, forse avrebbe fatto la fine di Hina, o di Sanaa, le due giovani assassinate per aver scelto uno stile di vita «troppo occidentale».
Anche lei si è sentita dire «Ti ammazzo» dai suoi fratelli e dagli zii che la segregavano in casa e la obbligavano a indossare il «niqab», il velo che lascia scoperto solo gli occhi attraverso una fessura, perfino tra le mura domestiche. Se si ribellava, erano botte. Una vita che lei, cresciuta fino all'adolescenza in una città della Toscana, dove aveva anche frequentato le scuole dell'obbligo, non era più disposta a sopportare. Ha raccontato la verità alle operatrici dello sportello comunale. «Non è vero che cerco lavoro. Sono scappata di casa, ma se mi trovano è finita». Così, in collaborazione con il Comune dove abitava, è partito l'iter che le ha permesso di trovare alloggio in una casa famiglia fuori provincia. «Sta imparando di nuovo a vivere in società spiegano gli educatori Per anni le è stato imposto di tenere gli occhi abbassati quando parlava con i capifamiglia o semplicemente altri uomini». [...]