Pubblicato il 13/10/09 alle 11:38:49 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Sanatoria sulle colf, a presentare le domande sono quasi tutti maschi, che non si riesce a pensare con grembiule, paletta e ramazza neanche con la migliore delle immaginazioni OLBIA. Si liscia i baffi, nasconde la catena d'oro sotto la canottiera e si mette in fila. Spalle larghe, bicipiti possenti, da vero macho, tenta di sfoggiare modi gentili nella missione impossibile di passare inosservato.
Un esercito di uomini nerboruti ha invaso la sede della Cisl. Gente che per vivere scarica blocchetti, impasta cemento, pascola greggi. Tutti si mettono in coda con il foglio di regolarizzazione in mano. Tutti giurano di essere badanti. Improbabili angeli del focolare. Gioia delle vecchiette di cui in teoria dovrebbero prendersi cura.
La cortese signorina della Cisl che ritira le dichiarazioni non ci fa più caso. Lo stupore è tutto per le poche donne che si presentano allo sportello. La corsa alla regolarizzazione per colf e badanti in città ha preso una strana piega. A presentarsi certificato alla mano sono quasi tutti uomini. Gente che non si riesce a pensare con grembiule, paletta e ramazza neanche con la migliore delle immaginazioni. «Il 95 percento delle persone che si presenta per chiedere la regolarizzazione è maschio - giura Battista Imperio, segretario provinciale aggiunto della Filca Cisl -. Sono un po' di tutte le nazionalità. Giurano di essere badanti e chiedono la regolarizzazione». Qualcuno chiede di introdurre una sorta di antidoping per questa sanatoria taroccata. Magari un test con il ferro da stiro, o una prova all'uncinetto. «In queste settimane più di cento persone sono arrivate nella sede del sindacato - continua Imperio -. Si sono presentati con una dichiarazione firmata da qualcuno che garantisce per loro. E i loro datori di lavoro giurano che il giovanotto alto un metro e 80 e che pesa un quintale fa la badante. È la fatina del focolare. In realtà sono operai, servi pastore. Stranieri disperati, assunti magari in nero per anni che sognano il permesso di soggiorno. Per loro questa sanatoria significa la possibilità di uscire in molti casi dalla clandestinità. Per questo sono pronti a tutto».
Ma nessuno spari al badante. «Spesso sono i datori di lavoro che senza timore cercano di regolarizzare i loro dipendenti in nero - continua Imperio -. Un errore. Credono sia una sanatoria e che in fondo basti pagare 600 euro per risolvere tutto. La realtà è differente e sono convinto che nessuno di loro sarà regolarizzato. Ma questo tentativo di aggirare le norme nasconde un'altra emergenza. C'è una larga fetta del mondo del lavoro che non viene tutelata dalle leggi. Che non trova punti di riferimento. Molte delle persone in fila lavorano nell'edilizia in nero. Fuori da qualsiasi tipo di tutela».