Omicidio Tommasino: i killer erano iscritti al Partito Democratico
Pubblicato il 17/10/09 alle 01:21:04 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
I nomi dei killer di Tommasino rappresentano l’ennesimo scandalo per una classe politica che, purtroppo, nelle battaglie più significative a cui è chiamata Castellammare, risulta troppo poco credibile CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI) - Sembra un film, uno di quelli con continui colpi di scena. Solo che la realtà, a Castellammare, ha superato ogni immaginazione. E le scene sono tutte sconfortanti: è un horror, quello che si gira nella città delle acque. O meglio: la città dei veleni. A cominciare da quel maledetto pomeriggio del 3 febbraio scorso. Viale Europa: il corpo del consigliere comunale del Partito Democratico Gino Tommasino crivellato di colpi, riverso nella sua auto. Sabato scorso la controffensiva dello Stato: la Dda individua i componenti del commando.
Salvatore Belviso, Renato Cavaliere, Raffaele Polito e Catello Romano. Nomi noti a chi si occupa di camorra a Castellammare. Ma non solo: sono nomi che spuntano negli elenchi degli iscritti al Partito Democratico. Proprio così: due degli accusati di aver fatto parte del commando di fuoco che ha ucciso Gino Tommasino risultano militanti nello stesso partito del consigliere comunale. Esattamente un anno fa, si iscrissero al circolo stabiese Salvatore Belviso e Catello Romano.
Nell’elenco ufficiale degli iscritti, il primo, cugino del boss Enzo D’Alessandro, compare senza alcuna data di nascita. Accanto al nome del secondo, invece, si rileva anche la sua giovane età: Romano era maggiorenne da appena tre mesi quando decise di ‘buttarsi’ in politica. Ora, clamorosamente, risulta ricercato. Sabato aveva confessato di aver fatto parte del commando assassino di Viale Europa. Ma appena qualche ora dopo è riuscito a sfuggire alle forze dell’ordine. Anche in questo caso, scena da film: un albergo del brindisino, due lenzuola legate per la fuga da una finestra. [---]