DELITTI SENZA CASTIGO: ECCO LE RADICI DEL RAZZISMO
Pubblicato il 11/12/09 alle 10:15:15 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Bisogna raccontare di un’Italia che con il suo finto buonismo alimenta ogni giorno la paura, la tensione e quindi l’intolleranza E’ sempre illuminante parlare di un’emergenza a mente fredda, quando la cronaca non ti insegue. Prima del prossimo delitto compiuto da un rom ubriaco, o della rapina di un rumeno, o dello stupro di una banda di slavi, bisogna raccontare di un’Italia che con il suo finto buonismo alimenta ogni giorno la paura, la tensione e quindi l’intolleranza. Bisogna denunciare un’Italia che a forza di non reprimere i crimini rende la vita sempre più difficile ai tantissimi stranieri che vengono da noi per costruirsi una vita onesta. E bisogna farlo senza la facile demagogia della “tolleranza zero”, ma lasciando scorrere il fiume di fatti che si commentano da soli e che lasciano sospese molte domande.
Nei pressi di Ferrara un ragazzino rom di 12 anni viene fermato con un grosso cacciavite in mano e senza documenti, insieme ad un amico di 10 anni. Quando lo portano in caserma, i carabinieri scoprono che era già stato identificato altre 80 volte e segnalato per furti, violazione di domicilio, danneggiamento e detenzione di arnesi da scasso; il suo amico già altre 60 volte, e anche lui con un “palmarès” di reati non indifferente. Forti di 140 precedenti fermi, i due ragazzi forniscono per la 141esima volta un nome falso e subito dopo vengono accompagnati in un centro per minori in difficoltà da cui scappano dopo poche ore. Domanda: se dei ladri matricolati sono “minori in difficoltà”, come si possono definire le loro vittime? Seconda domanda: chi avrà la faccia tosta di fermarli per la 142esima volta?
Due donne nomadi sono arrestate a Pescara con l’accusa di furti e truffe ai danni di anziani: vivevano in lussuose ville su tre piani, piene di mobili antichi e arredi di pregio. Le due, che si fingevano dipendenti delle Poste o dell’Enel, erano già state fermate in molte occasioni e avevano fornito almeno una quindicina di nomi e date di nascita falsi. Domanda: se le “nomadi” ladre vivono in case di lusso, per proteggere gli anziani che vengono derubati nelle loro povere casette dobbiamo per caso mandarli nei campi nomadi vigilati dal Comune?
Secondo la procura di Firenze, “mendicare con in braccio un neonato non integra gli estremi del reato di impiego di minori nell'accattonaggio”. Il gip dà ragione al procuratore e archivia la denuncia a carico di una giovane rom che girava per la Toscana chiedendo l’elemosina con in braccio la figlioletta di pochi mesi. Afferma il pm: “La norma richiede ed esige una qualche forma di collaborazione diretta del minore nell'attività dell'elemosinare”. C’è di più: secondo il magistrato, se la madre non avesse portato con sé la figlioletta avrebbe rischiato una denuncia “per il delitto di abbandono di minore”. Domanda: perché il pm e il gip non lo domandano direttamente alla bimba di pochi mesi se preferisce rimanere a casa, magari con delle assistenti sociali che si prendono cura di lei, oppure stare in braccio alla mamma come un cane mentre lei chiede l’elemosina?
A Bolzano un musulmano riempie di botte la figlia perché frequenta un ragazzo italiano. La procura di Bolzano lo mette sotto inchiesta ma nel frattempo la ragazza deve tornare a casa con lui, che dice “mia figlia si è fatta male cadendo dalle scale”. Intanto, il presidente della Consulta degli immigrati di Bolzano condanna la violenza ma aggiunge che la ragazza doveva essere educata ad evitare queste frequentazioni per risparmiarsi la punizione. Domanda: se per una musulmana venire nella civile Italia significa prendere botte e doversi pure subire i dubbi dei poliziotti e i rimproveri del padre spirituale, non le conveniva difendere i suoi diritti in Egitto o in Algeria?
A Pavia il sindaco fa demolire i capannoni Snia Viscosa, gioiello dell’archeologia industriale italiana, perché erano stati occupati dagli zingari. Rinomati architetti si erano opposti, Legambiente anche, Italia Nostra aveva mandato un appello alla Sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici per salvare almeno una parte del grande stabilimento fondato nel 1905 per produrre seta artificiale. Niente. Domanda (se l’è posta Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera): e se i rom avessero occupato una cattedrale, un acquedotto romano, gli scavi di Pompei? Per ripulire la bidonville avremmo demolito anche quei monumenti?
Scrive Magdi Allam: “Strano paese l'Italia, dove nasce una moschea ogni quattro giorni e le istituzioni si affannano a permetterne la continua crescita; dove si ha la certezza dell'attività terroristica nelle moschee e i terroristi vengono regolarmente assolti; dove si è consapevoli che l'attività dell'intelligence è fondamentale per prevenire gli attentati terroristici e si indebolisce e disincentiva l'operato dei servizi segreti”.
E’ davvero uno strano paese, l’Italia, dove il governo apre le porte ai rumeni “cittadini europei” mentre Germania e Francia saggiamente rinviano tutto prorogando il trattato di Schengen, con il risultato di una prevedibile “invasione” rumena in Italia di cui Amato e Veltroni si accorgono di colpo come due belle addormentate nel bosco; strano paese, dove i reati dei rumeni sono due su tre ma l’ambasciatore italiano a Bucarest dichiara serafico che “le relazioni solide tra la Romania e l'Italia non possono essere scosse dalla criminalità”, che le polizie dei due paesi collaborano felicemente e che presto il ministro D’Alema sarà in Romania a firmare “il secondo documento di partenariato strategico”.
E’ uno strano paese, l’Italia, abitato da brava gente di cui però l’80 per cento ritiene che “gli immigrati in Italia sono troppi” e il 70 chiede sanzioni per lucciole e lavavetri; un paese in cui la gente urla “prima o poi ti ammazziamo..." e "vi bruciamo tutti" al rom che, ubriaco, ha ucciso quattro ragazzi ad Ascoli Piceno e per cui il pm aveva chiesto solo quattro anni di reclusione.
Nessuno potrà salvare un paese che non si vuole salvare, che non ha l’orgoglio della sua civiltà, che non rispetta né gli italiani né gli immigrati onesti, che si lascia scivolare in un abbandono dove comincia ad echeggiare l’orribile grido del razzismo.