Il Grillo odiatore che vuol far bere oro fuso a Berlusconi
Pubblicato il 21/12/09 alle 02:11:23 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Beppe Grillo è uno dei tanti fomentatori d’odio, un moderno Savonarola in maglione che gode nell’aizzare la piazza incazzata, frustrata ed insoddisfatta Ci sa indubbiamente fare, nessuno lo mette minimamente in dubbio. Organizza vaffanculo day, protesta e si indigna per tutto, dal Ponte sullo Stretto all’acqua, dalla Telecom a Berlusconi, continuamente insultato e irriso per la sua non proprio statuaria altezza. Vabbè, è pur sempre un comico che si è dato negli anni una vena intellettualoide che lo ha fatto apparire come una delle grosse novità della politica italiana. Ora si è pure dedicato a pubblicare “Comunicati politici”, dove più che di politica si parla del nemico, di resistenza alla dittatura, di democrazia in pericolo. E non si fa altro che insultare continuamente chi non la pensa come lui e i suoi fedeli adepti. “I servi di Silvio”, colpevoli di parlare di terrorismo mediatico e di insultare Travaglio, “giornalista esile che non ha la scorta e che scrive di fatti documentati”. Il “loro capo” pronto a “fuggire in Svizzera, come Mussolini”, solo che mentre “Benito fu fermato a Dongo travestito da tedesco, “Colui che ama”, travestito da mummia, passerà invece la frontiera”. Una ironia cattiva, becera.
Odio che tracima da ogni poro. Chiama alla raccolta tutti i gladiatori moderni, il Grillo della (presunta) verità. Lui, ovviamente, è Spartaco, che non vede l’ora di ammazzare il nuovo Crasso facendogli bere oro fuso. Nel 73 a.C. Spartaco e i suoi gladiatori furono sconfitti, ma stavolta, giura il capocomico intellettualoide, vincerà lui e la sua Rete, quella che “ha contribuito all’elezione di Sonia Alfano e Luigi De Magistris in Europa”. Complimenti, pure il coraggio di andare a dirlo in giro. Ma è il finale che inquieta, e non poco. Si parla di fiammiferi da accendere, di incendio democratico che è alle porte. Una chiamata alle armi, alla forca. Un’opera neanche tanto mascherata di aizzamento bello e buono. Di Pietro, evidentemente, insegna. E Grillo, altrettanto evidentemente, segue il suo degno mentore, un uomo armato di cappio, trattore e forcone.
Non vorremmo che qualche altro Tartaglia, magari invasato e accecato dall’odio per colui che viene dipinto come l’oppressore mafioso stragista, pensi bene di scagliare qualcos’altro di magari più pesante ed appuntito contro “lo psiconano” o i suoi “servi”.