Pubblicato il 21/06/08 alle 12:19:41 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
La guida del Paese la scelgono gli elettori
Ci eravamo forse illusi che anche l'Italia fosse entrata in quel ciclo virtuoso della normalità che considera i concorrenti solo avversari politici e non nemici mortali. Una lotta politica che non mette in discussione la legittimità a governare per chi vince la competizione elettorale.
Ma la realtà si è rivelata diversa. Quella vecchia, quella già vista. Il principale antagonista, ricordando Veltroni, è tornato ad essere l'uomo cattivo solo perché avendo ricevuto la fiducia della maggioranza degli italiani ha il diritto-dovere di governare. Una cosa normale in qualunque nazione occidentale.
Berlusconi vuole guidare il Paese, deve farlo. Vogliono impedirlo. L'opposizione confonde il confronto con l'inciucio e davanti a proposte non gradite grida allo scandalo, avanza dubbi su legittimità democratiche.
Parla come se ci fossero i carri armati golpisti dietro l'angolo. Poi ci si mette anche la magistratura, o almeno una parte di questa, che non rinuncia ad assumere un improprio ruolo politico. Così si innesca un meccanismo che tende a imbrigliare l'azione del governo, a metterne in discussione la credibilità.
C'è chi, più o meno esplicitamente, vorrebbe vanificare l'esito del voto democratico. Ma, se così fosse, si scipperebbe il voto di milioni di italiani. Questa sarebbe la morte della democrazia. Bene ha fatto Berlusconi a reagire. La guida del Paese la scelgono gli elettori, non alcuni «illuminati» uomini di legge e nemmeno gli sconfitti.