Pubblicato il 15/04/10 alle 20:24:54 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
«Il matrimonio postula diversità di sessi» Ricorso veneziano bocciato: per la Corte costituzionale, la disciplina di legge postula eterogenietà «nel quadro di una nozione consolidata» di unione ROMA - L’intera disciplina dell’ istituto del matrimonio contenuta nel codice civile e nella legislazione speciale «postula la diversità di sesso dei coniugi, nel quadro di una consolidata e ultramillenaria nozione di matrimonio». Lo afferma la consulta nella sentenza sui matrimoni gay. I giudici costituzionali sottolineano che «nello stesso senso è la dottrina, in maggioranza orientata a ritenere che l’identità di sesso sia causa di inesistenza del matrimonio, anche se una parte parla di invalidità. La rara giurisprudenza di legittimità che si è occupata della questione ha considerato la diversità di sesso dei coniugi tra i requisiti minimi indispensabili per ravvisare l’ esistenza del matrimonio».
I giudici hanno dichiarato inammissibile la questione sollevata dalle ordinanze del tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello di Trento relative ai casi delle coppie gay (alle quali sono state negate le pubblicazioni di matrimonio) «perchè diretta ad ottenere una pronunzia additiva non costituzionalmente obbligata». Il fatto che il matrimonio civile, come previsto dall’ ordinamento italiano si riferisca soltanto all’ unione stabile tra un uomo e una donna - si spiega nella sentenza - «non emerge soltanto dalle norme contestate ma anche dalla disciplina della filiazione legittima e da altre norme come ad esempio la legge 898 del 1970 (disciplina dei casi di scioglimento dei matrimoni) e dalla normativa in materia di ordinamento dello stato civile».