Pubblicato il 19/04/10 alle 17:08:15 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Si noti bene che l'iniziativa è sponsorizzata dalla UE Mithly significa insieme "gay" e "come me" in arabo. La nuova rivista -che segna un punto di non ritorno nel Marocco -non ha certo una grande diffusione: solo 200 copie, stampate a Rabat in semiclandestinità. All'origine del progetto c'è Samir Bargachi, coordinatore del Kif-Kif, associazione per i diritti civili degli omosessuali in Marocco. Secondo Samire era "impossibile ottenere un'autorizzazione alla pubblicazione". Infatti l'articolo 489 del Codice penale punisce da sei mesi a tre anni di carcere gli atti omosessuali.
Sul sito internet del Mithly i numeri sono più alti. Si noti bene che l'iniziativa è sponsorizzata dalla UE.
Nella stampa araba un gay è definito col termine di Chaddh (pervertito). Pochi utilizzano il termine Mithly, a proprio rischio. Nel sommario della rivista: coming-ut, giornata mondiale della donna, testi di critica letteraria, notizie e un editoriale su un progetto di islamizzazione previsto dal partito PJD (Giustizia e Sviluppo).
A fine marzo una campagna stampa di Attajdid, giornale del partito islamico, contro la presenza di Elton John a un festival di musica a Rabat. Si parlava di un "complotto" per omosessualizzare il Marocco. Adesso l'apertura della rivista dei gay. Il vice presidente del Mouvement unicité et réforme (MUR islamico), Omar ben Ahmed, esorta il governo a recidere le "cellule dormienti" dei gay.