Pubblicato il 24/06/08 alle 10:14:39 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
E LE SCIMMIE URLATRICI GRIDANO: AL REFERENDUM!!
Un articolo di Renato Farina e qualche riflessione "MACCHE' SALVA PREMIER. QUELLA LEGGE SALVA TUTTI" Da "LIBERO - EDIZIONE MILANO" di venerdì 20 giugno 2008
Elogio della "Ghedinata" Macché salva premier. Quella legge salva tutti. Questo è un elogio della Ghedinata. Chiamo così l`emendamento scritto da Niccolò Ghedini e votato al Senato nei giorni scorsi. Con esso si cerca di sturare il lavandino otturato della giustizia. In che modo? Stabilendo per legge che pm e giudici devono occuparsi di delitti gravi e di forte allarme sociale invece che disperdersi in cause modeste con processi che si protraggono da anni.
Ha un solo torto la Ghedinata. Di essere troppo timida. E questo è motivato da un fatto che sapete tutti a memoria: Ghedini è l`avvocato (anche) di Berlusconi, e Berlusconi è imputato in un processo che - essendo il presunto reato (...) segue a pagina 13 ::: segue dalla prima RENATO FARINA (...) datato prima del 2002 - verrebbe rinviato di un anno. A questo punto è esplosa l`indignazione di veltroniani, dipietristi, grillini, magistrati uniti nella lotta.
Fingono di avercela con Berlusconi, che in tal modo sfuggirebbe con un trucco alle loro grinfie. In realtà i giannizzeri con toga e i loro paggetti hanno capito benissimo che cosa c`è dentro la Ghedinata. Essa non salva Berlusconi.
Salva gli italiani dal potere assoluto e incondizionato dato oggi alle Procure della Repubblica di stringere la collottola di questo o di quel cittadino e di salvare questo o l`altro, adoperando la loro valutazione arbitraria. Spesso individuale, qualche volta collettiva, dettata cioè dai loro capi, senza che il popolo abbia alcunché da eccepire. [...] La Costituzione stabilisce l`obbligatorietà dell`azione penale. Non esiste sulla carta alcuna possibilità di selezionare di quale reato occuparsi e quale tralasciare: vanno colpiti tutti, ma proprio tutti. Siccome è umanamente impossibile, che si fa? Discrezionalità assoluta nei fatti: decide il pm.
Berlusconi c`entra? Si. Il fatto è che il Cavaliere c`entra sempre quando si parla di giustizia in Italia. Peraltro c`entra quando si tratta di qualsiasi argomento pescato a caso nel dizionario. Ma qui di più. Qualsiasi cosa si sposti, si modifichi nel campo tribunalizio: è sicura la sua implicazione.
Da quando è entrato in politica, quattordici anni fa, non fa che essere messo di mezzo in tutte le cause giudiziarie del mondo: assolto, prosciolto, una volta prescritto. Insomma, innocente.
Ogni volta però che cade un`accusa, ne spunta un`altra. Non riescono a trasformarsi in condanna definitiva del premier di Arcore? Poco male. Servono a impedirgli di eliminare l`anomalia per cui i pm italiani hanno un potere senza paragoni nella galassia: sonò gli unici a decidere quali reati perseguire e quali no, senza risponderne al popolo. Così chi accusa Berlusconi riesce sempre a far scopa. Non riesco a condannarti, ma almeno ti costringo a non far nulla per cambiare lo stato (orribile) delle cose nel campo della giustizia.
Ecco allora il coraggio di Berlusconi di venire allo scoperto. Ha ragione Feltri a chiedere di parlar chiaro, magari in televisione. Dovrebbe dire: i pm e i magistrati ce l`hanno con me. Mi vogliono morto. Ma la battaglia non è mia e basta. Sarebbe un tradimento della volontà del popolo italiano non fare delle cose giuste, solo perché lambiscono la mia questione personale. E una questione personale mia, ma può esse o è già stata la questione personale di ciascuno di voi.
Ho studiato la pratica. Con l`introduzione del nuovo codice ci fu un ammassamento di cause tra le quali scegliere. Il primo a porsi la questione e a risolvere a modo suo fu un procuratore di Torino, Vladimiro Zagrebelsky. Stabili una serie di priorità: perseguire i reati più gravi e più odiosi contro i deboli.
Nel 1998 se ne accorse anche il governo Prodi: in un decreto del 19 febbraio, all`articolo 227, stabilì: «Al fine di assicurare la rapida definizione dei processi pendenti (...) si tiene conto della gravità e della concreta offensività del reato (...)». Proprio quello che adesso propone assai più modestamente Berlusconi.
I tentativi di Prodi e la casta delle toghe. Con una differenza. Nel caso della Ghedinata i criteri li fissa il Parlamento, che sarà una casta, ma alla fine risponde agli elettori. Nel caso di Prodi mano libera alla casta delle toghe che non risponde a nessuno.
Dice il comma 2 dell`art.227 del decreto 51/98: «Gli uffici comunicano tempestivamente al Consiglio superiore della magistratura i criteri di priorità ai quali si atterranno per la trattazione dei procedimenti e per la fissazione delle udienze». Insomma: il Procuratore decide e il Csm avalla. Cosa che puntualmente ha fatto nel gennaio del 2007 il procuratore Marcello Maddalena a Torino. Il quale decise da solo quello che adesso ha proposto il governo, venendo allora tribolato come una dea Kali dal Csm e dalla sinistra.
Se Maddalena & C. venissero eletti dal popolo, come in Usa, andrebbe bene fossero loro a stabilire quali reati punire e quali mettere in freezer. In Italia è troppo comodo: rispondono al Csm, che sono ancora loro.
Mancino, il vicepresidente del Csm, approvò Maddalena e oggi boccia la Ghedinata. Con che criterio se non il pregiudizio ideologico? Ora Maddalena, con coerenza, ammette: «L`emendamento non è uno scandalo». E così scandalizza i suoi adoratori di un attimo prima. Avanti Ghedini, persino la Costituzione ti dà ragione, e il buon senso democratico anche di più.
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Di Pietro e tutta la marmaglia di scimmie urlatrici che lo segue (Grillo, Travaglio & company) se fossero persone corrette, (cavolo, ancora me lo sto a chiedere?) dovrebbero spiegarci perchè non si sono scandalizzati quando la proposta la fece Prodi. Sarebbe loro dovere darci qualche barlume di illuminazione, dal momento che non tutti soffriamo di amnesie di convenienza.
Inoltre, posto che tra i principi-cardine di una democrazia c'è la DIVISIONE DEI POTERI, perchè all'ANM non capiscono che il parlamento fa le leggi e i magistrati devono farle applicare e che non è loro compito discuterle?
Il punto è proprio questo. Se il giudice è soggetto solo alla legge perché non può essere una legge, magari costituzionale, a stabilirne le priorità? O a stabilire come si devono comportare i giudici?
O siamo arrivati all'assurdo che le leggi si possono fare "solo se piacciono ai giudici?"
Nossignore. Lorsignori magistrati nostalgici non hanno capito che la sinistra ha perso e che non può tornare a governare tramite il loro potere, sovvertendo il voto. Se poi ci tengono tanto a governare, evitassero di imporci elementi come Veltroni, di Pietro, Prodi o Rutelli.
Berlusconi ha ottenuto la migliore vittoria elettorale. E sapete perchè? Perchè non c'erano altri concorrenti. Ha vinto senza sbaragliare nessuno. Ha corso da solo.
Dal Corriere della Sera, Berlusconi: "Non c'è nessuna città d'Europa che ha lasciato un deficit di 16 mila miliardi di vecchie lire. Spero che quello che appare non sia vero. Non sapremmo come riparare». Poi l'attacco diretto al segretario Pd: «Non è possibile che il responsabile di questo disastro si proponga come un leader politico credibile».
Gli italiani sono stufi dei processi a Berlusconi o a Corona. Non ce ne frega niente, abbiamo la nausea. Frattanto, Piercamillo Davigo e Grazia Mannozzi hanno scritto un libro dal titolo "La corruzione in Italia, percezione sociale e controllo penale" (Laterza).
UDITE UDITE A pag. 74 c'è una tabella dalla quale si apprende che le condanne definitive per concussione intervenute nel distretto della Corte di Appello di Reggio Calabria tra il 1983 e il 2002 (ben 19 anni!!) sono UNA e quelle per corruzione sono DUE.
PER FORZA POI S'INCAZZANO SE ARRIVA UNA LEGGE CHE LI COSTRINGE A DARE LA PRECEDENZA AI PROCESSI DI MAFIA, NDRANGHETA E COMPAGNIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Essendo noto a tutti che la Calabria è una delle regioni italiane con il più alto grado di efficienza e trasparenza della pubblica amministrazione (!!!!!!!!!!!!), se ne deve dedurre che davvero, come hanno detto tanti documenti dell'A.N.M. calabrese, che hanno giustamente stigmatizzato le condotte di De Magistris e come ha giustamente detto a nome di tutta la Prima Commissione del C.S.M. la prof. Vacca, in Calabria c'è un serio problema: un magistrato "cattivo".
C'è da straparsi i capelli. Ma non è finita. A proposito di De Magistris vi prego di ascoltare l'afasico intervento di Mancino, la cui imbarazzante dialettica ricorda quella di di pietro. Udite con le vostre orecchie!! Capirete in che mani siamo. Dunque, par di capire, la avocazione dell'inchiesta "why not" a de magistris sarebbe "abnorme". come "abnorme" è stato giudicato il decreto di perquisizione, disposto dallo stesso de magistris, nell'ambito dell'inchiesta "toghe lucane". Entrambe le "abnormità" - seguendo percorsi differenti - approdano al Csm e al vaglio del vicepresidente Mancino. Con una piccola differenza: la "abnormità" attribuita all'atto di de magistris viene sanzionata con il trasferimento - di sede e di funzione - del pm., mentre la "abnormità" dell'atto firmato da dolcino favi (parliamo della avocazione di "why not") non merita - a detta dello stesso Mancino - di essere neanche discussa. E QUESTI VORREBBERO DARE A BERLUSCONI LEZIONI DI GIUSTIZIA?
Paolo Borsellino disse: "Oggi al di la' di quello che sara' lo sbocco giudiziario delle indagini, al di la' delle eventuali condanne, le inchieste hanno avuto di riflesso una valenza culturale perche' sono state diffuse, rese pubbliche. Perche' la gente se ne e' interessata". Signori giudici, lo avete voluto voi di stare sulle prime pagine. La smania di protagonismo vi ha incastrati. Ora per voi nulla sara' piu' come prima! E fregarci vi sarà un po' più difficile.