Pubblicato il 07/05/10 alle 12:41:18 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Lo Stato spende in media 38 milioni di euro ogni anno come riparazione verso i cittadini vittime di ingiusta detenzione o errori giudiziari In materia di giustizia, il numero di maggio del mensile free press Pocket pubblica dei dati piuttosto preoccupanti il primo dei quali, già da solo, sarebbe sufficiente a far mettere le mani nei capelli agli operatori (e non solo a loro): lo Stato spende in media 38 milioni di euro ogni anno come riparazione verso i cittadini vittime di ingiusta detenzione o errori giudiziari. Dal 2001 ad oggi, infatti, la cifra erogata complessivamente è di 383 milioni di euro, con il dato relativo al 2010 ovviamente ancora parziale. Ma non è tutto. Secondo quanto riportato dal periodico diretto da Daniele Quinzi, degli oltre 66mila detenuti oggi presenti nelle carceri italiane, 15.241 sono in attesa di primo giudizio, 8.182 quelli in attesa della sentenza d`appello, 5.011 i ricorrenti e 1.750 gli "imputati misti", vale a dire detenuti in attesa di primo giudizio che sono anche appellanti, o ricorrenti, per altri fatti a loro carico, o ricorrenti che sono anche appellanti, in ogni caso senza nessuna condanna definitiva. Questo, in parole povere, vuol dire che circa la metà dei detenuti italiani sono, allo stato dei fatti, da considerarsi presunti innocenti dietro le sbarre. Pocket ricorda anche che attualmente è fermo al Senato un disegno di legge bipartisan, che vede come primo firmatario il presidente della Commissione Giustizia Filippo Berselli. Il ddl, si legge sempre nell'articolo del mensile, prevede che chi abbia subìto un periodo di detenzione di sei anni in sede di custodia cautelare (ovvero il massimo consentito dalla legge per i reati più gravi) possa ottenere più dei 516mila euro previsti dall`articolo 315 del Codice di Procedura Penale, di cui si chiede la modifica. Ne deriverebbe un maggior onere di diverse decine di milioni di euro per lo Stato, che potrebbe essere coperto da un aumento dell`imposta sui tabacchi. Nessun tipo di risarcimento, invece, per chi viene imputato ingiustamente e, pur non scontando nessun giorno di carcere, vede la propria reputazione macchiata o distrutta da accuse che poi si rivelano infondate. La Cassazione, infatti, ha stabilito che "non ha diritto al risarcimento dei danni il cittadino che è stato ingiustamente imputato e poi assolto". Può invece essere risarcito un condannato, nel caso in cui la carcerazione preventiva sia di durata superiore alla pena.