Pubblicato il 13/05/10 alle 13:45:08 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Tirato in volto, Zapatero ha letto ieri mattina in parlamento, probabilmente il discorso più difficile di tutta la sua carriera MADRID - Richiamato all'ordine dalla Ue e messo in un angolo da una telefonata di Barack Obama, alla fine José Luis Zapatero ha dovuto capitolare e ieri ha annunciato nuove misure di austerity, fortemente impopolari perché toccheranno da vicino milioni di spagnoli, per far fronte alla deriva dei conti pubblici. Forse non le ultime, dato che il presidente spagnolo non ha escluso, a breve, un aumento della pressione fiscale sui redditi più elevati.
La manovra, per complessivi 15 miliardi di euro in due anni (2010-2011) varata ieri, che si aggiunge ai 50 miliardi già decisi in precedenza, e che sarà ratificata venerdì dal consiglio dei ministri, prevede sacrifici per tutti, ma in particolare per lo stato sociale, una delle bandiere della politica zapateriana: pensioni, sanità e lavoratori dipendenti subiranno infatti importanti tagli. Così come il salario dei funzionari, gli investimenti allo sviluppo e le infrastrutture. Quanto basta perché le organizzazioni sindacali abbiano dichiarato il loro disaccordo e fatto balenare lo spettro di scioperi che finora hanno risparmiato il paese nonostante il tasso di disoccupazione sia schizzato negli ultimi mesi oltre il 20 per cento.
Tirato in volto, Zapatero ha letto ieri mattina in parlamento, probabilmente il discorso più difficile di tutta la sua carriera e da quando nel 2004 è diventato presidente per la prima volta. Un intervento accorato, di aiuto e di solidarietà (che il leader dell'opposizione Mariano Rajoy ha polemicamente respinto) per tentare di traghettare la Spagna al di là delle secche in cui si trova: una situazione ben diversa da quella di abbondanza e di euforia economica che si respirava nella decade bruscamente interrottasi nell'estate di due anni fa.
Quali dunque le misure più significative proposte dal governo per recuperare 1,5 punti di disavanzo pubblico nei prossimi due anni? Nel settore pubblico il salario dei dipendenti sarà decurtato in media (proporzionalmente allo stipendio) del 5% nel 2010 e congelato nel 2011, per un totale di oltre 4 miliardi di euro. Mentre i membri del governo, in modo da dare un esempio concreto al paese, avranno la busta paga alleggerita di un 15% (7-800 euro al mese), un'iniziativa cui potrebbero aderire anche i parlamentari. [...]