Pubblicato il 12/06/10 alle 13:36:05 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Le rubano l’identità per una truffa sassarese "protestata" e senza diritti Le hanno rubato l’identità per truffare una banca e oggi una quarantenne sassarese è vittima due volte: è giuridicamente "persona offesa", ma subisce tutte le conseguenze di chi è invece sotto accusa SASSARI. Ricorda il sorriso mellifluo dell’impiegato della finanziaria che le negò il finanziamento per l’auto nuova: «Lei è protestata e non può avere prestiti. Lo sa, vero?». No che non lo sapeva, anzi non sapeva neppure di essere protestata. Era solo l’i nizio. Quella di Maria Gabriela Fiori, alla quale qualcuno ha rubato l’identità per truffare una banca, è una storia paradossale di diritti negati alle vittime dei reati. Gabriela è persona offesa per la magistratura ma è condannata dalla burocrazia a subire indefinitamente le conseguenze delle azioni di chi inserì il suo codice fiscale e il suo nome in quattro false cambiali. Una volta entrato nel girone dantesco dei protestati, il nome di Gabriela non ne è più uscito.
Per comprendere questa storia bisogna ritornare al sorrisetto fastidioso dell’impiegato della finanziaria che diede involontariamente a Maria Gabriela Fiori la notizia che le ha cambiato la vita. Era il 10 aprile del 2007 e da quel giorno questa garbata quarantenne sassarese non può contrarre un mutuo, non può ottenere prestiti in banca, di recente le è stato negato anche il rinnovo del bancomat. Perfino l’auto da pagare a rate è un sogno irrealizzabile. Maria Gabriela è «protestata» per forza, anche se è una vittima conclamata di un reato. La Camera di Commercio non depennerà il suo nome dalla lista nera fino a quando lei non avrà dimostrato che quelle cambiali non erano sue. Ci vorrebbe una sentenza perché, con la presunzione di innocenza, non basta l’i ncriminazione dei presunti autori del furto di identità.
Il fatto è che, con i tempi biblici della giustizia, il processo ai presunti autori della truffa potrebbe finire tra anni. Sempre se finirà, perché nell’attesa il reato potrebbe prescriversi lasciando sospesa la situazione. E dire che la polizia tributaria ha fatto tutti gli accertamenti, la Procura della Repubblica ha chiuso le indagini. I ruoli processuali sono stati assegnati: ci sono due indagati (i commercianti Giovanna Silvia Carta, 35 anni, sassarese; Gian Franco Lisci, 56 anni, di Pabillonis) e una persona offesa dal reato. La prima udienza del processo, però, è una chimera. Nel frattempo, la burocrazia si disinteressa dei danni collaterali. «Io, che non ho firmato una cambiale in vita mia, pago il prezzo di un reato che ho subìto - si lamenta Maria Gabriela Fiori - e sono totalmente indifesa». In effetti, come conferma l’avvocato Patrizia Marcori, uscire da questa empasse è complicato. La giustizia non c’e ntra, qui si tratta di burocrazia glaciale e ottusa. Maria Gabriela Fiori è stata iscritta nel novembre del 2006 nel registro dei protestati.
È successo dopo che - in circostanze che saranno accertate dai giudici - Silvia Carta e Gian Franco Lisci presentarono allo sconto in banca quattro cambiali a nome Maria Gabriella (con due «l» mentre la protagonista si chiama Gabriela) Fiori. Questo, secondo le accuse, consentì ai due di ottenere anticipazioni in contanti per complessivi seimila euro. Maria Gabriela non conosce i suoi presunti ladri di identità e, con il passare degli anni, i risvolti giudiziari della storia sono passati in secondo piano rispetto alla grottesca condizione di «protestata per caso». La soluzione finale per risolvere il problema, poi, è l’apoteosi del surreale: pagare gli effetti protestati. Insomma, dopo avere subito il furto di identità, Maria Gabriela dovrebbe anche pagare un «riscatto» per ritornare libera. Questo è davvero troppo. (10 giugno 2010)