Pomigliano, Sacconi e Cisl fiduciosi: Fiat investirà
Pubblicato il 24/06/10 alle 03:21:48 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
In Polonia 6.000 dipendenti producono 600.000 vetture e a Pomigliano 5.000 dipendenti ne producono 270-280.0000 AZIONI IN CALO IN BORSA IN ATTESA DI DECISIONE FIAT "Ho fiducia nella nota determinazione di Marchionne perché saprà certamente rispettare il patto siglato con le organizzazioni che hanno avuto il coraggio di decidere", ha detto ancora Sacconi.
Oltre alle due ipotesi alternative di chiusura o di potenziamento dell'attuale fabbrica negli ultimi giorni si è fatta avanti una terza opzione: Fiat trasferirebbe a una nuova società lo stabilimento di Pomigliano e procederebbe a nuovi contratti per tutti i lavoratori.
Bonanni su un ipotetico piano C dice: "Primum vivere. Noi ci aspettiamo che Fiat confermi il piano, poi discutiamo eventualmente di altro".
Chiude invece al piano C il leader Fim-Cisl, Giuseppe Farina: "Non la consideriamo perché non ci sembra necessaria dato che i due terzi hanno detto sì".
In attesa di conoscere le determinazioni del Lingotto e i commenti della Fiom (una conferenza stampa del sindacato della Cgil è stata annunciata per le 13 a Roma) le azioni perdono in Borsa lo 0,26% a 9,48 euro, più deboli dello Stoxx del settore .
"Non vedo come si possa ipotizzare una vittoria [della Fiom] in caso di sconfitta. Il risultato del referendum è straordinario perché si tratta del 64% e non del 51, è una vittoria secca", ha commentato Sacconi.
Alcuni osservatori, oltre la stessa Fiom, temono che l'accordo di Pomigliano possa aprire la strada a un deterioramento delle condizioni generali dei lavoratori. L'intesa impoverirebbe il contratto nazionale, in cui si fissano le regole normative generali sul mondo del lavoro e le modalità di recupero del potere di acquisto, a vantaggio di quello aziendale.
Ma secondo il ministro si tratta di una "sciocchezza": "Ogni stabilimento ha la sua storia. Il caso di Pomigliano è interessante per il metodo, non per il merito, perché mostra l'attitudine delle parti sociali a considerare sempre più l'azienda come luogo dell'accordo", ha detto Sacconi.
Il ministro ha sottolineato come in Polonia 6.000 dipendenti producano 600.000 vetture e a Pomigliano 5.000 dipendenti ne producano 270-280.0000.
"I fatti sono così duri e veri che i problemi causidici vanno in secondo piano", ha concluso.