SE I GIUDICI SBAGLIANO E' ORA CHE COMINCINO A PAGARE
Pubblicato il 03/07/10 alle 13:41:05 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Killer delle ex, consigliere Csm chiede di aprire pratica su pm che seguirono il caso Roma, 2 lug. (Adnkronos/Ign) - Il togato di Unicost Fabio Roia, ha chiesto al Comitato di presidenza del Csm di aprire una pratica per indagare sui pm che si sono occupati del caso di Gaetano De Carlo, l'uomo che ha ucciso due ex fidanzate prima di suicidarsi. Nelle poche righe di richiesta, Roia, riferendosi alle notizie di stampa secondo cui De Carlo era stato ''denunciato 7 volte per condotte persecutorie nei confronti delle vittime'', fa notare che è ''opportuno verificare la veridicità'' delle notizie.
L'obiettivo è "valutare se il caso fosse stato adeguatamente trattato e valutato da parte della magistratura procedente'', quella di Crema. ''E' infatti compito della magistratura, in presenza di un quadro probatorio consistente e all'esito di un giudizio di pericolosità sociale pregnante dell'agente violento - spiega il togato di Unicost - intervenire con gli strumenti cautelari già esistenti nel sistema processuale penale e che la nuova legge sullo stalking ha ulteriormente rafforzato''.
Sulla stessa linea Carolina Lussana, vicepresidente del gruppo della Lega Nord alla Camera che, annunciando la presentazione di un'interrogazione parlamentare, sottolinea: ''Gaetano De Carlo, il carrozziere del cremonese che ha ucciso a colpi di pistola due sue ex compagne per poi togliersi la vita, era una delle oltre 7.000 persone denunciate in poco più di un anno per il reato di stalking. Un reato introdotto nel nostro codice nel febbraio 2009 e che fino a marzo 2010 ha portato all'arresto di più di 1.200 persone".
Adesso, ha aggiunto, "bisogna valutare se il caso è stato adeguatamente trattato e valutato da parte della magistratura. Il Csm deve indagare sull'operato del pubblico ministero". "Abbiamo fatto la legge ma è poi compito della magistratura, in presenza di un quadro probatorio consistente e all'esito di un giudizio di pericolosità sociale applicarla e adottare la misura in via preventiva della custodia cautelare in carcere ove necessaria. Gli atti persecutori sono ora un reato ben definito, punito con condanne da sei mesi a quattro anni di reclusione. Lo stalker è punito con l'ergastolo se nell'escalation di atti persecutori accertati uccide la vittima".