Pubblicato il 15/07/10 alle 13:47:48 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Le toghe hanno già emesso un verdetto, senza passare dal tribunale I magistrati ora si dipingono come la moglie di Cesare: devono essere al di sopra di ogni sospetto. Le cene con Carboni e compagnia stanno, però, mettendo in serio imbarazzo il palazzo delle toghe. L’unica strategia a questo punto è scaricare i «cattivi» per salvare la corporazione. L’Associazione nazionale magistrati non ci pensa un attimo e va giù tempestiva e definitiva: «I magistrati coinvolti facciano un passo indietro». La nota dell’Anm si riferisce all’inchiesta sull’associazione segreta costituita da Flavio Carboni, già chiamata P3. [...]
L’Anm invece afferma che è necessario un «segnale forte». È vero che c’è la presunzione di innocenza, il giudizio disciplinare del Csm e i vari gradi giudiziari, ma il «sindacato» delle toghe questa volta prende subito le distanze, criticando neppure tanto velatamente premier e governo. Ecco allora il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini puntare il mirino su Palazzo Chigi: «Il tentativo di sottovalutare la gravità della vicenda è una linea pericolosa perché questa ha le caratteristiche analoghe a quelle degli anni Ottanta. Le differenze riguardano solo aspetti più grotteschi e poco istituzionali anche rispetto alla loggia P2, ma i fatti che emergono sono chiarissimi, per questo noi abbiamo espresso subito la nostra indignazione». Una presa di posizione alla quale reagisce vivacemente Renato Borzone, difensore di Carboni: «È un giudizio sommario sulla vicenda processuale su cui domani (oggi, ndr) si pronuncerà il tribunale del riesame». Le toghe, insomma, hanno già emesso un verdetto, senza passare dal tribunale.