Unicredit prevede di tagliare 4.700 posti di lavoro nel 2011-2013
Pubblicato il 05/08/10 alle 01:21:38 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
E il colonnello Gheddafi, primo azionista di Unicredit, distanzia anche le Fondazioni [...] "Non condividiamo comunque - prosegue Sileoni - i 4.700 esuberi che secondo Unicredit esistono all'interno del gruppo. Non abbiamo sentito una parola sulla conferma a tempo pieno dei lavoratori precari presenti attualmente nel gruppo, né sulle politiche d'assunzione del gruppo per i prossimi anni, come non esiste per la seconda volta dal 2007 ad oggi un vero piano industriale, peraltro previsto per legge, che garantisca i lavoratori e le organizzazioni sindacali".
"Prevediamo pertanto da settembre, quando inizierà la trattativa con le organizzazioni sindacali - conclude il leader della Fabi - un aspro e duro confronto non solo sui numeri, ma soprattutto su quel modello organizzativo che dal 2007 ad oggi ha prodotto esclusivamente la fuoriuscita dal gruppo di 10mila lavoratori oltre ai 4.700 dichiarati oggi, e di altri 1.500 lavoratori che hanno seguito la cessione ad altre banche di 500 sportelli Unicredit".
Sulla questione interviene il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. ''Sarà doveroso un confronto approfondito e sono vietati in tutti i modi atti unilaterali - avverte Sacconi - Le parti dovranno entrare nel merito''. ''Siamo in presenza di una proposta di Unicredit e saremo attenti - ha aggiunto - come lo siamo per tutti i 150 tavoli negoziali nei quali cerchiamo di svolgere un ruolo positivo affinché le parti concordino i percorsi di riorganizzazione aziendale e tutelino le persone che dovessero essere ritenute in esubero''. http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Unicredit-prevede-4700-esuberi-Il-sindacato-E-leffetto-Marchionne-Fiat_779382325.html
Unicredit, il colonnello Gheddafi primo azionista distanzia anche le Fondazioni
[...] L'ingresso dei nuovi soci arabi, a quanto si apprende, non è stato comunicato preventivamente, neanche in modo informale, agli altri azionisti, il che e' ritenuto normale, trattandosi di informazioni molto delicate e price sensitive. C'e' pero' chi dubita che l'informazione sia stata adeguatamente condivisa, in maniera informale e con tutte le cautele del caso, ai massimi vertici dell'istituto.