L'abuso di ufficio salvò Prodi, Scalfaro e Burlando
Pubblicato il 19/08/10 alle 13:51:57 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
La modifica del reato di abuso d'ufficio, approvata dal governo Prodi nel '97, torno' utile non soltanto a lui. Ne beneficiarono anche un ex presidente della Repubblica come Oscar Luigi Scalfaro e un ministro della Quercia, Claudio Burlando L'iniziativa legislativa per modificare l'abuso d'ufficio fu presa alla fine del '96 da un deputato di Rotondella, un comune vicino a Matera, Domenico Izzo, medico, eletto allora nelle file dei Popolari.
Nei documenti che accompagnavano il progetto di legge, allora iscritto agli atti Camera con il numero 2989, si capiva benissimo chi e perche' nel centrosinistra di allora sponsorizzava la riforma.
L'ispiratore di Izzo fu infatti l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Lo si legge, fra l'altro, nei documenti agli atti della Camera.
"E' ormai matura, e ne è viva la sensibilita' nell'opinione pubblica, una decisione del Parlamento sull'abuso d'ufficio, la cui estensiva interpretazione ha creato e sta creando molti gravi problemi alla ordinata gestione ed al funzionamento degli enti pubblici e degli enti locali. Di tale sensibilita' e' prova il dibattito nel paese e nel Parlamento, sottolineato dall'intervento deciso del presidente della Repubblica". (...) L'ex presidente Scalfaro intervenne con tanta decisione anche sui presidenti di Camera e Senato, allora rispettivamente Nicola Mancino e Luciano Violante.
Un tifo aperto, pubblico, senza riserve tanto che un magistrato, il sostituto procuratore di Napoli Pio Avecone, ne rimase colpito a tal punto che nella requisitoria contro Vito Gamberale, amico di Scalfaro, sostenne che le dichiarazioni del presidente a favore della depenalizzazione dell'abuso d'ufficio servivano a dare un mano all'ex amministratore delegato della Telecom.
Avecone, successivamente, fu processato per questo suo giudizio dal Consiglio superiore della magistratura, ma fu ampiamente assolto.
Qualche tempo dopo lo stesso ex presidente della Repubblica godette della modifica dell'abuso d'ufficio. (...) e cosi' si scopre che il reato contestato originariamente all'ex presidente della Repubblica (avere incassato 350 milioni di fondi del Sisde) non era peculato ma bensi' "abuso d'ufficio" e pertanto il Tribunale dei ministri applico' le nuove norme sul reato di abuso d'ufficio varate nel '97 (...)
Anche Romano Prodi, in un certo senso, pote' approfittare delle nuove norme. Eduardo Landi, giudice per le indagini preliminari, lo mando' assolto anche in virtu' della nuova disciplina giuridica votata dal Parlamento. (...)Nello stesso periodo anche il ministro dei Trasporti dell'epoca, Claudio Burlando godette dei benefici della legge: al punto che i giudici sospesero il procedimento che lo riguardava in attesa delle decisioni del Parlamento - di cui anche lui faceva parte - e, quando deputati e senatori vararono la riforma definitivamente, in base alla nuova legge l'esponente della Quercia fu assolto.