Pubblicato il 24/08/10 alle 16:31:22 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
I neo giustizialisti-moralisti-dipietristi-travaglisti finiani possono ergersi a paladini della legalità senza vergognarsi un pochino? Ho già scritto dei vari Briguglio e Granata che sostengono un indagato per mafia (Lombardo) e facevano tranquillamente gli assessori con Cuffaro o di Bocchino che quando fu inquisito non ci pensò proprio a dimettersi ma più passano i giorni più si viene a scoprire quanto sia vuota propaganda la loro politica perchè in realtà nel loro passato ci sono episodi di sicuro non lodevoli. Granata - Briguglio
-nel 2004, quando la Corte dei conti bacchettò lui (ndr Briguglio), e anche il suo amico Granata, perché li beccò ad utilizzare la carta di credito del Parlamento siciliano per pagare biglietti aerei ad amici e parenti. I giudici contabili scoprirono che una ventina di deputati regionali usavano la carta di credito dell’Assemblea regionale siciliana pure per pagare i voli di amici e parenti. Tra loro, i due censori di oggi. Granata all’epoca era assessore regionale ai Beni culturali e aveva acquistato 54 biglietti, (14.820 euro), con destinazioni di tutti i tipi tra cui San Paolo, Porto Alegre, Creta. Più “morigerato” Briguglio, che di biglietti ne aveva presi 42, per 11.527 euro.
-Briguglio creò il Cufti (tuttora esistente, una sede è anche a Taormina, la città che nel 2008 lo ha sonoramente bocciato come candidato sindaco ma dove lui continua ad andare in vacanza, in una villa sulle colline della vicina Letojanni acquistata per oltre mezzo miliardo ai tempi della vecchia lira). Cos’è il Cufti? È il Consorzio universitario per la formazione turistica, ente che riceve dalla Regione centinaia di migliaia di euro (1,7 milioni nel 2008). Il centro è guidato dalla moglie di Briguglio, Fina Maltese. Tutto in famiglia
-Granata: la storia dei 350 euro al mese che i collaboratori del pasdaran finiano sarebbero stati costretti ad auto-decurtarsi dallo stipendio, pena licenziamento. Il versamento, con bonifico postale, andava fatto al cognato di Granata, per un circolo con sede a Siracusa.
Sarà interrogato dalla Procura di Roma per fornire alcune delucidazioni riguardo la vicenda legata all’acquisto del suo prestigioso attico a ponte Cavour. La casetta di Urso sembrerebbe acquistata ad un prezzo inferiore a quello di mercato dalla società immobiliare gruppo Refin. Per far fronte all’acquisto, secondo quanto risulterebbe alla Guardia di Finanza, il vice ministro ha anche acceso un mutuo milionario di due milioni e mezzo il cui rimborso costa circa 20 (venti) mila euro al mese, una cifra davvero record per un parlamentare con famiglia a carico. Urso si è visto assegnare inoltre un vasto terrazzo di circa 500 metri quadri con vista mozzafiato su Roma ladrona. Nell’atto il terrazzo viene educatamente descritto come – udite, udite – “lastrico solare”…