Pubblicato il 27/10/10 alle 12:09:38 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Pensate che i giudici riescono addirittura ad ascoltare Fini per un’indagine su camorra senza dirlo ai giornalisti Oh, questi sanno sempre tutto quando si tratta di Berlusconi. Sono talmente ben informati che sono i primi a sapere quando gli viene inviato un avviso di garanzia, e il più delle volte lo sanno ben prima dello stesso Berlusconi. Riescono ad avere i documenti più segreti del Cavaliere, riescono ad avere pure le sue cartelle cliniche, e pensate che riescono ad ottenere le conversazioni illegalmente e segretamente registrate da una escort. Sono bravi, bravissimi. Senza dimenticare l’amorevole e disinteressata complicità degli stessi magistrati, che non fanno mai niente per niente.
Però quando si tratta di Gianfranco Fini… omertà totale. Dalle procure non trapela nulla. Guai a fare il suo nome. I giornalisti? Si girano dall’altra parte. Pensate che i giudici riescono addirittura ad ascoltare Fini per un’indagine su camorra senza dirlo ai giornalisti.
E questi manco se ne accorgono. Ma c’è di più. Ieri abbiamo scoperto che Fini era indagato, per la vicenda della casa di Montecarlo, per truffa aggravata. Aveva ricevuto un avviso di garanzia. Chi lo sapeva? Nessuno. Dalle procure è uscito qualcosa? Ma va. I giornalisti? Non pervenuti.
Con Berlusconi sono le stesse procure a dettare alle agenzie i contenuti dell’avviso di garanzia, con Fini, invece, sono così riservati. Non è certo una coincidenza, ci mancherebbe. Il presidente della Camera è trattato dai magistrati con i guanti di velluto.
E questa è la prova più schiacciante dell’antidemocratico patto, esplicito o implicito non ci interessa, stretto tra la casta dei magistrati e quel politicante del fallimento che è Gianfranco Fini. L’obiettivo, evidentissimo, è la loro ossessione di una vita: Silvio Berlusconi.