Pubblicato il 31/10/10 alle 12:02:17 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Giuseppe D’Avanzo contravviene alla «Carta di Treviso» (codice deontologico dei giornalisti posto a protezione dei minori, cui deve sempre essere garantito l’anonimato) Non che ci aspettassimo davvero che Giuseppe D’Avanzo si esibisse in un mea culpa. Quando ieri abbiamo rilevato che, scrivendo nome e cognome della diciassettenne Ruby, contravveniva alla «Carta di Treviso» (codice deontologico dei giornalisti posto a protezione dei minori, cui deve sempre essere garantito l’anonimato), ci saremmo accontentati che il reporter d’assalto di Repubblica non lo facesse più. E invece niente.
Anche ieri il baffone più anti Cav dei media italiani ha riscritto in prima pagina il nome completo della ragazza. Si vede che lui può: l’avessimo fatto noi del Giornale saremmo già sotto processo all’Ordine dei giornalisti.