Il martirio dei cristiani Don Sebastian racconta l'esperienza indiana
Pubblicato il 07/01/11 alle 12:52:36 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
In un periodo in cui i cristiani nel mondo vedono crescere sempre di più le persecuzuioni nei loro confronti, pubblichiamo la testimonianza di don Vilfichen Sebastian attualmente cappellano all’ospedale di Imola L’India è considerata la più grande democrazia nel mondo e la sua Costituzione garantisce la libertà religiosa. La libertà religiosa garantisce inoltre libertà di credere, di esprimere e anche di diffondere la fede. Per quanto riguarda la popolazione l’India è seconda dopo la Cina, con 1.1 miliardi di persone. Ci sono 25 milioni di cristiani, il 2,4% di tutta la popolazione. La religione principale è quella hindu, con l’81%, la seconda è quella musulmana, col 13%. L’India è nota per la sua unità nella diversità, eredità culturale, armonia religiosa, tolleranza, e oggi soprattutto per lo sviluppo economico che fa di lei uno dei maggiori mercati di tutto il mondo. La visione e il sogno dei nostri progenitori nel creare la nostra costituzione nascono dal fatto che il cuore dell’India è sempre stato aperto alle varie religioni, culture e tradizioni. Il mahatma Gandhi, nello sforzo di plasmare la nostra nazione, ha sempre avuto in mente l’armonia religiosa, la tolleranza e la pace. Egli era un cristiano nel cuore, e durante tutta la sua vita ha letto la Bibbia e altri libri sacri. Ma in questi ultimi anni le minoranze religiose, soprattutto quelle cristiane, sono terribilmente perseguitate in diverse parti dell’India. L’ideologia hindutva, che significa "l’India per gli hindu", seguita da gruppi nazionalisti dell’ala destra hindu, sta diventando sempre più forte in molti stati dell’India, specialmente quelli governati da partiti politici favoriti dagli hindu.
Tre principali forme di persecuzione dei cristiani in India 1) Severa discriminazione, violenza fisica e odio. La maggioranza dei cristiani in questo Paese proviene dalla casta più bassa, denominata "dalits"; ad essi sono negati tutti i privilegi e i diritti e le eccezioni per le minoranze, proprio perché si sono convertiti al cristianesimo. In uno degli stati dell’India, l’Orissa, ci sono continue violenze fisiche contro i cristiani. Nel 2008 gli estremisti Hindu organizzarono una serie di attacchi in cui furono uccise 120 persone e molti furono feriti. Più di 54mila persone furono rimosse, 4.500 case, 315 villaggi e 252 chiese furono distrutte. Si calcola che, un anno dopo, circa 20mila fossero ancora nei campi profughi. Nell’ultimo anno una nuova tendenza di disturbo è emersa, come nel sud dell’India, che a lungo era stato considerato un paradiso per i cristiani, e viene registrata la più alta incidenza di violenza anti-cristiana. Su un totale di 152 incidenti, 86 sono riportati dagli stati del sud, soprattutto Karnataka con 48, Andra Pradesh con 29, Tamilnadu con 5 e Kerala con 4. Vengono riportati casi di persone bruciate vive, violentate, uccise per la fede. Uno studio riferisce che ci sono almeno tre violenti attacchi ai cristiani ogni settimana in India. Alcuni capi religiosi dell’induismo hanno avuto successo nell’infondere nei loro seguaci l’odio verso i cristiani. 2) Forzate e coercitive "riconversioni" all’induismo. Da parte degli estremisti Hindu c’è un forte movimento atto a forzare le persone a rinnegare il cristianesimo e a riconvertirsi all’induismo. Questo avviene sempre con l’appoggio dei capi politici, dei funzionari statali e specialmente della polizia. 3) Utilizzo delle leggi anti-conversione. Ciò accade soprattutto negli stati governati dal partito nazionalista Hindu "Bharatiya Janata". Molti sacerdoti cristiani e predicatori evangelici sono abitualmente trascinati alle stazioni di polizia e davanti alle "corti" con false accuse di "conversioni forzate". I capi religiosi cristiani sostengono che in India la legge anti-conversione è usata come strumento di persecuzione, in modo molto simile alla legge anti-blasfemia in Pakistan, dove una tale accusa porta guai immensi a chi è falsamente accusato.
Motivi della persecuzione dei cristiani 1) Religioso - La storia del cristianesimo in India risale almeno a 2.000 anni fa. Nella parte sud molte alte classi hindu si convertirono grazie al fiorire di una Chiesa con ricca tradizione, cultura e spiritualità. Ci fu un tempo in cui gli hindu consideravano i fratelli cristiani come gente con potere purificatore e i loro oggetti impuri (resi impuri dal tocco o dallo sguardo della gente di bassa casta) erano resi puri dal tocco dei cristiani. Per questo motivo gli hindu erano molto contenti di accogliere almeno una famiglia cristiana ad abitare vicino al loro tempio. Ma quando i missionari cristiani iniziarono a lavorare nel nord e ci fu un enorme incremento nel numero dei cristiani i fanatici hindu si infuriarono molto per la situazione. 2) Politico - L’India sta affrontando una tragedia di religione politicizzata e di politici religiosamente fanatici. Molto spesso i tumulti religiosi sono creati da capi politici con lo scopo segreto di distogliere l’attenzione del popolo da problemi cruciali. I capi politici spesso usano il fondamentalismo religioso come strumento per restare al potere. 3) Culturale e sociale - Lo sporco sistema delle caste vige tuttora in India. Uno dei sottoprodotti di questo sistema è lo sfruttamento. Molta povera gente è dominata da pochi proprietari terrieri. I nostri missionari hanno concentrato il loro impegno nel risollevare le condizioni di vita di questa gente senza voce in capitolo, attraverso l’educazione e rendendoli consapevoli dei loro diritti. Ciò ha creato tensioni con conseguente persecuzione di sacerdoti e suore. Lo scorso anno quattro delle nostre suore furono brutalmente violentate da estremisti hindu.
Recenti sviluppi Un tempo le persecuzioni ai cristiani erano concentrate solo in uno o due stati dell’India. Ma oggi giungono voci di tali persecuzioni dalla maggior parte degli stati. Il fanatismo religioso è in crescita anche nella cosiddetta area acculturata del sud. In origine c’erano solo due gruppi fondamentalisti chiamati Wishwa Hindu Parishad (Vhp) insieme con la sua ala giovanile Bajrang Dal e Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss). Ma oggi, sostenendo di essere fazioni separate del Rss, stanno emergendo nuovi gruppi con un’ideologia ancora più estrema. L’Abhinav Bharat (Orgoglio dell’India), il Rashtriya Jagran Manch (Forum di rinascita nazionale), il Sri Ram Sene (Esercito del dio Rama), l’Hindu Dharam Sena (Esercito per la religione hindu) e il Sanatan Sanstha (Organizzazione eterna) hanno lanciato numerosi violenti attacchi contro i cristiani e le minoranze islamiche.
La nostra speranza Nonostante queste crudeli persecuzioni, i nostri missionari stanno mostrando un coraggio straordinario nel continuare la loro missione nella terra della paura e della tensione. I preti e le suore che sono stati torturati hanno dichiarato che torneranno al loro posto, anche a rischio della vita, per testimoniare l’amore di Cristo. Inoltre siamo fortunati ad avere un governo centrale che sostiene i valori umani e i diritti fondamentali, con i suoi capi che hanno mostrato il coraggio di dichiarare l’estremismo hindu la maggior minaccia per la nazione. Il messaggio del nostro Santo Padre diventa quindi uno stimolo per lottare per la libertà religiosa e per la pace. Speriamo e preghiamo che le nostre opere missionarie ottengano, per grazia di Dio, risultati nel sostenere la dignità e i diritti del popolo creando un mondo di amore e di pace.