'Ho paura: i partiti islamici rovineranno la vita di noi tunisine'
Pubblicato il 26/01/11 alle 13:27:06 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Con la caduta del regime di Ben Ali il paese ha riaperto le porte della competizione politica. Il campo è di nuovo praticabile anche alle forze fondamentaliste e retrograde Effetti dell’apertura democratica di un paese: cade un regime e si crea un vuoto politico. Con il risultato di riammettere nella competizione anche quelle forze che ne erano state escluse con tanta fatica. E’ il caso della Tunisia e dei partiti islamici radicali, espulsi dal paese dopo un ventennio di epurazione.
LAICITA’ – Il cammino laicista della Tunisia l’avevamo raccontato muovendo da un reportage di Foreign Policy.
Perchè in Tunisia non c’è alcun rischio di instaurazione di un regime teocratico islamico? Perchè da decenni il paese è stato sistematicamente de-islamizzato. “L’assenza di un forte partito islamista è il risultato del tentativo aggressivo da molteplici governi tunisini, risalente ad oltre un cinquantennio, di eliminare gli islamici dalla vita pubblica. Ben Ali ha entusiasticamente continuato questa politica nei primi anni 90, mettendo a processo centinaia di membri di al-Nahda, il principale partito islamico di Tunisia, con accuse di tortura fra le altre e sentenziando i leader di partito alla prigione o all’esilio. I più influenti islamisti di Tunisia ora vivono all’estero, e chi è rimasto in Tunisia è stato costretto a formare una coalizione con improbabili alleati laici e comunisti.”
Questa situazione, però, ora sembra profondamente messa in discussione.
PREOCCUPAZIONE – Nelle parole delle giovani tunisine – in un reportage di Middle East Online, che riprende dall’AFP – c’è la preoccupazione per un regime change che potrebbe crollare proprio sulle loro spalle. Con la caduta del regime autocratico di Ben Ali e il fallimento del governo di unità nazionale, il vuoto politico a cui accennavamo si propaga pericoloso in tutto il territorio tunisino. E sono le donne ad essere le più preoccupate dell’ormai probabile ritorno degli estremisti islamici.
“Ho paura del ritorno degli islamisti”, dice Sonia, una funzionaria governativa 35enne che si rifiuta di dirci il suo cognome, mentre il movimento islamico Ennadha, a lungo bandito, si prepara a rientrare nella scena politica ormai liberata. “Imporranno una cultura che ci è totalmente aliena, come il modo di vestirsi fondamentalista”, dice Sonia, riferendosi ai veli portati da alcune ma da non tutte le donne nello stato nordafricano.
La paura di passare dalla padella alla brace. La paura di iniziare a vivere sotto un regime fondamentalista islamico, la paura di veder imposta la Shari’a, la legge coranica dogmatica che impone alle donne il velo, fra le tante altre cose. Nei suoi comunicati ufficiali, per ora, il partito Ennadha promette di rispettare le leggi laiche del paese. [...]