Sarkozy: sì a nuove moschee ma il multiculturalismo mai
Pubblicato il 11/02/11 alle 13:31:19 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Il presidente annuncia una stretta contro la delinquenza e 500 mln per il lavoro Dal multiculturalismo alla politica del lavoro, dalla fronda della magistratura alla crisi egiziana. È stato un Nicolas Sarkozy a 360 gradi quello che si è offerto alle domande di nove cittadini francesi nella trasmissione Paroles de Francais in onda giovedì sera su Tf1. Forte il messaggio del presidente contro il multiculturalismo, un modello che la Francia tradizionalmente respinge e che anche il premier britannico David Cameron ha di recente bollato come fallimentare. Il capo dello Stato francese ha aperto il suo intervento rispolverando un vecchio cavallo di battaglia: nuove misure contro la delinquenza minorile con maggiore impiego della videosorveglianza e impiego di giudici popolari nei tribunali correzionali. Nel culmine dello sciopero dei magistrati indetto contro l’annuncio di sanzioni seguito a un caso di nera che ha molto colpito l’opinione pubblica di Francia, il capo dell’Eliseo ha mostrato un volto conciliante, annunciando “da domani una concertazione molto aperta tra le toghe e il ministro Guardasigilli”.
Interrogato sui viaggi-scandalo della titolare degli Esteri Michele Alliot-Marie in Tunisia e del premier Francois Fillon in Egitto, entrambi compiuti a spese dei regimi locali, Sarkozy ha ricordato “che non è stato speso un centesimo delle finanze pubbliche” anche se ha riconosciuto che recarsi in Tunisia mentre il presidente Ben Ali traballava “non è stata la migliore delle idee”. Il presidente ha quindi promesso 500 milioni di euro a favore delle politiche per l’impiego e la difesa della Politica agricole comune dell’Ue cara agli agricoltori francesi. E dopo aver promesso che Parigi “aiuterà l’Egitto nella sua transizione”, il presidente si è pronunciato a favore della costruzione di nuove moschee in Francia ma ha respinto con decisione ogni “proselitismo religioso aggressivo”. “Il multiculturalismo è un fallimento”, ha concluso, ricordando che in Francia le differenti comunità non possono solo coesistere ma devono integrarsi.