Pubblicato il 29/03/11 alle 15:00:24 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Non è chiaro se l'elezione di Behgjet Pacolli, eletto alla guida del paese di 2 milioni di abitanti, debba ora essere ripetuta o se il presidente debba semplicemente dimettersi PRISTINA (Reuters) - In Kosovo l'elezione del presidente avvenuta a febbraio è stata giudicata oggi incostituzionale dalla Corte costituzionale, dopo che un partito di opposizione aveva presentato ricorso denunciando irregolarità durante il voto in Parlamento.
Non è chiaro se l'elezione di Behgjet Pacolli, eletto alla guida del paese di 2 milioni di abitanti, debba ora essere ripetuta o se il presidente debba semplicemente dimettersi, in quella che è solo l'ultima di una serie di battute d'arresto per il Kosovo, indipendente da tre anni.
La Corte costituzionale "a maggioranza, con due giudici contrari, ha dichiarato incostituzionale la decisione dell'assemblea della Repubblica di Kosovo... riguardante l'elezione del presidente... del 22 febbraio 2011", ha annunciato la corte senza fornire dettagli.
La sentenza è la seconda contro un capo di Stato in sei mesi. Il presidente Fatmir Sejdiu si era dimesso a settembre dopo che secondo i giudici aveva violato la costituzione rimanendo leader di partito.
L'uomo d'affari multi-milionario resta impopolare tra la maggioranza dei kosovari, soprattutto per i suoi legami d'affari con Mosca, che sostiene la Serbia nella sua opposizione all'indipendenza del Kosovo.
Leggi anche Il Kosovo e la “guerra umanitaria” Anche a giudicare dai dati ufficiali, la guerra ha prodotto in poco più di due mesi più danni e più vittime di quelli che avevano fatto in precedenza sei anni di guerra civile.
L’anno seguente, come ha ricordato l’Ansa, la ‘pulizia etnica’ cambia colore. Si contano oltre 200mila serbi (da 300mila che vivevano nella regione) in fuga dalle vendette albanesi.