Pubblicato il 13/04/11 alle 16:24:38 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Sarà lui il ministro al posto del fratello ucciso dagli islamici Torna in patria per prendere il posto del fratello trucidato. Da medico trevigiano a ministro per le minoranze religiose del Pakistan: Paul Bhatti, fratello di Shahbaz Bhatti, ministro ucciso in un attentato in Pakistan lo scorso marzo, combatterà nel Governo contro la legge anti-blasfemia a fianco di chi è cristiano e rischia ogni giorno di essere imprigionato e torturato. Sono circa 3 milioni i cristiani in Pakistan, pari al 2 per cento della popolazione. Ma Bhatti porterà il Veneto nel cuore e il vessillo di San Marco consegnatogli dal governatore Luca Zaia: del resto una parte importante della sua vita, da quando aveva 17 anni, l'ha trascorsa proprio qui.
Ieri, a palazzo Balbi, Bhatti ha spiegato l'impegno delicato e complesso che andrà ad assumere nel suo paese. «Sostituirò mio fratello Shahbaz che per 26 anni ha profuso la sua opera per la tutela delle minoranze cristiane in Pakistan. Chi è cristiano viene trattato come uno straniero». Un atteggiamento che trasuda «odio verso l'occidente e che si esprime attraverso torture a cui sono sottoposti i cristiani». La situazione è estremamente tormentata e pericolosa in Pakistan: il fondamentalismo utilizza la legge anti-blasfemia per mantenere il controllo della popolazione. «Se si fa un dispetto a Maometto si viene puniti e processati dai fondamentalisti, ma in realtà questa legge viene usata a pretesto per soprusi di carattere personale. Da due anni mio fratello riceveva minacce di morte, poi in marzo è stato ucciso in un attentato».
Le minoranze cristiane in Pakistan sono ancora sotto choc per l'assassinio dell'ex ministro Bhatti, ecco perché il governo di Islamabad ha voluto chiedere a Paul di assumere il ruolo di ministro che fu di suo fratello. «Non miravo a questo incarico - spiega - ma ho sempre seguito da vicino l'attività di mio fratello, anche in difesa di Asia Bibi la donna incarcerata per blasfemia». Un suo obiettivo fondamentale, ha ricordato Bhatti, è il dialogo interreligioso per superare l'erronea interpretazione dell'Islam che danno i fondamentalisti musulmani: «L'Islam non insegna a uccidere o a discriminare, per questo è necessario il dialogo e trasmettere un messaggio corretto diventa importante». Bhatti ha detto che sarà realizzata una fondazione intitolata al fratello ucciso. [...]