Gallio: ''Il profugo? Lo scelgo io Cristiano, non musulmano''
Pubblicato il 02/06/11 alle 15:13:44 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
«Non sono razzista, ma qui gli islamici non si potrebbero integrare. Così potrebbe anche lavorare in parrocchia» Gallio. «Il profugo me lo scelgo io, meglio se cristiano», firmato Pino Rossi, sindaco di Gallio che ha le idee ben chiare su quale straniero far arrivare dal centro di accoglienza di Foza che ospita una trentina di profughi. La prefettura di Vicenza da qualche giorno gli ha assegnato una persona da ospitare e Rossi non ha perso tempo. E siccome il sindaco una ne fa 100 ne pensa si è recato di persona a Foza, ha parlato con una decina di profughi e gli ha fatto una proposta chiara, mettendo dei paletti.
«In inglese, perchè conosco le lingue», spiega il sindaco che li ha intervistati uno ad uno «tanto per farmi un'idea». Rossi ha chiesto agli stranieri provenienti da Ghana, Nigeria e Bangladesh se apprezzano l'aria di montagna, (visto che arrivano dalle sterminate pianure africane) e se fossero interessati a lavorare nella cucina di un albergo.
«Ma l'offerta vale solo per chi è cristiano, a Gallio meglio non avere musulmani. Non si potrebbero mai integrare». Al sindaco che giura di non essere nè razzista, nè contro l'Islam sta a cuore la convivenza con l'unico immigrato che rischierebbe di creare imbarazzi tra le quiete dei boschi di pino mugo.
«Lo faccio per lui - spiega Rossi - come si sentirebbe additato da tutti? Se invece nella nostra comunità entrasse un cristiano sarebbe tutto più semplice e potrebbe pure dare una mano in parrocchia». Giura di non averlo ancora scelto, ma dovrà farlo in fretta perchè l'assegnazione della prefettura arriverà venerdì. Per il profugo un week end di riposo, poi da lunedì si farà sul serio per l'entrata ufficiale nella comunità di Gallio. Anche perchè il sindaco Rossi ha già pensato a tutto.
«Ho già contattato il mio assessore ai Servizi sociali, Patrizia Lunardi, che seguirà l'inserimento del nuovo arrivato. È quasi pronto un piano per integrarlo al meglio a Gallio e soprattutto c'è già un lavoro che lo aspetta». Quando arriverà lo status di profugo, il giovane immigrato andrà a lavorare all'Hotel Garden, la struttura turistica infatti ha già dato la disponibilità non solo ad ospitarlo ma anche ad offrirgli un impiego. Rossi ha testato anche questo: «Ho chiesto ai profughi se qualcuno avesse già esperienza nel mondo del catering e della ristorazione e anche del giardinaggio».
Dall'altra parte, sembra, sano entusiasmo. All'orizzonte si prospetta una vita a 800 metri d'altitudine e un impiego sicuro nella cucina di uno degli alberghi migliori dell'Altopiano. Pochi giorni e si saprà chi è il fortunato che di fatto vincerà una lotteria pari al "Win for Life": galliese per la vita. Del resto il Rossi pensiero è semplice: «Non voglio essere io a scegliere chi portare qui, ma devono essere loro ad innamorarsi della nostra Gallio».