Pubblicato il 10/06/11 alle 17:25:47 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
L'allora segretario dei Ds, parlando con Cosorte impegnato nella tentata scalata di Unipol a Bnl, pronunciò la frase: "allora abbiamo una banca" Secondo il gup di Milano, il neosindaco di Torino subì un danno di immagine ma anche politico per la pubblicazione delle intercettazioni su Il Giornale. Piero Fassino sarà risarcito con 40mila euro per la vicenda che vedeva il sindaco di Torino parte civile, riguardo la pubblicazione da parte del quotidiano Il Giornale della telefonata tra lui e l'allora presidente di Unipol, Giovanni Consorte. Lo ha deciso il gup del tribunale di Milano Stefania Donadeo. L'avvocato di Fassino, Carlo Federico Grosso, aveva chiesto, invece, una provvisionale di 200mila euro.
In quella conversazione, l'allora segretario dei Ds, parlando con Cosorte impegnato nella tentata scalata di Unipol a Bnl, pronunciò la frase: "allora abbiamo una banca". Il contenuto della telefonata intercettata fu pubblicato dal quotidiano edito da Paolo Berlusconi il 31 dicembre 2005, quando ancora non era stato trascritto e messo agli atti dell'inchiesta della Procura di Milano.
Paolo Berlusconi è stato rinviato a giudizio e l'imprenditore Fabrizio Favata è stato condannato, con rito abbreviato, a due anni e quattro mesi di reclusione e a risarcire Fassino con 40mila euro per i danni morali. Favata, secondo gli inquirenti, ha fatto da tramite tra Roberto Raffaelli (amministratore dell'aziendache faceva le intercettazioni per conto della Procura milanese) e paolo berlusconi, editore del giornale, che ha pubblicato l'intercettazione.