Dopo le parole di Veronesi si accende il dibatitto
Pubblicato il 26/06/11 alle 19:25:39 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Cecchi Paone: amore gay più puro perché privo di valenza biologico-animale La definizione di "puro" dato dallo scienziato Umberto Veronesi all'amore tra omosessuali, contrariamente a quello eterosessuale considerato "meno puro perché finalizzato alla procreazione", continua a tenere acceso il dibattito. Dopo le dichiarazioni del sottosegretario Carlo Giovanardi, sulla questione interviene Alba Parietti. “Da una parte - spiega la conduttrice - c'è un concetto estremamente religioso, per cui la gente sta insieme per procreare. Dall'altra c'è un eccesso di filosofia. E in genere la religione e la filosofia non vanno a spasso insieme".
“Dire che l'amore più puro è quello omosessuale è un concetto pseudo filosofico”, rimarca la Parietti che aggiunge ricordando le parole dell'oncologo: "Ammette che la religione ha ragione quando considera che la gente sta insieme semplicemente per procreare, quando invece sta assieme anche per altri motivi. Non è che ogni volta che ho avuto un uomo ho pensato di farci un figlio - scherza - anzi me ne sono guardata molto bene”.
Di "affermazione sbagliata" parla Vladimir Luxuria, ex deputata di Rifondazione comunista e attivista per i diritti LGBT: "Essendo votata per natura all'uguaglianza e non alla superiorità credo che sia un'affermazione sbagliata. Per me non esiste una classifica dei sentimenti. Per me l'amore puro è quando è disinteressato, non si basa su interessi economici, non è quello imposto dai genitori come succede in tante parti del mondo. E' l'amore sincero, puro, tra due persone, che siano di sesso diverso o di sesso uguale”.
“Credo che la dichiarazione di Veronesi - aggiunge poi Luxuria - nasconda un'insidia: il motivo per cui l'amore fra gay sarebbe più puro sarebbe che non c'è la riproduzione. Poiché la rivendicazione della genitorialità gay è un tema di discussione, diventeremmo impuri rivendicando di essere genitori. E poi comunque dichiarazioni del genere sono dannose perché la gente poi dice 'vedi questi vogliono sentirsi superiori agli altri'”.
Critica anche Alessandra Mussolini, presidente della commissione per l'Infanzia e l'adolescenza e deputata del Pdl: "Umberto Veronesi conosce l'impatto mediatico di queste uscite. Ma la sua frase mi sembra che non abbia senso, anche un bambino glielo può dire e non credo che ci voglia uno studio particolare".
"La cosa curiosa - aggiunge - è che Veronesi ha anche un'associazione che si occupa di ricerca contro i tumori e c'è solo da augurarsi che i fondi raccolti non servano anche a dare parvenza scientifica ad argomenti come questo. In ogni caso - conclude Mussolini - penso che il rischio che stiamo correndo, nel momento in cui giustamente si lavora ad una legge contro la discriminazione su base omofoba, che si arrivi a legittimare una discriminazione al contrario, contro gli eterosessuali".
Meno netto il cantautore Cristiano Malgioglio. "Preferisco non rispondere mai a queste cose e non amo commentarle" avverte con una considerazione: "Una persona vive la sua vita come l'ha creata Dio. Io sono un grande cattolico, e per me uno pensa le sue cose come meglio vuole. Sono un uomo felicissimo, non so cosa vuol dire essere omosessuale o eterosessuale, ed è una domanda che mi faccio da tantissimo tempo. Non mi piacciono tutte queste etichette".
Per Malgioglio Veronesi "è un grande scienziato e questo è il suo pensiero, anche se non so se vada chiamata provocazione. Nella vita bisogna sapere vivere la propria sessualità sempre con grande rispetto, qualunque sia il sesso. Io sono contento e ringrazio Dio di avermi fatto come sono: non ho disturbi mentali e non ho crisi”. Per il cantautore ciò "che è veramente importante è la lotta all'omofobia. Io sono arrivato alla mia età senza sapere cosa sia perché ho grande rispetto per la gente, e sono uno che non provoca. Siamo nel 2011 - conclude - e ancora ci chiediamo se uno è omosessuale o eterosessuale”.
Sposa in pieno la tesi del professore Alessandro Cecchi Paone. E spiega: ''L’amore omosessuale è più puro di quello eterosessuale perché privo di appoggio sociale a causa della cultura cattolico fascista italiana e della possibilità biologico-animale della riproduzione della specie''. Di conseguenza l’amore tra due persone dello stesso sesso è ''basato sulla scelta di due essere umani che si scelgono solo per piacere e per amore''. Il giornalista e conduttore ricorda poi ''quando Moravia definì gli omosessuali come gli ultimi romantici in quanto disinteressati”.
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omosessuali
Scritto il 29/06/11 alle 08:48:22 GMT pubblicato da Puccio1947
E’ una sciocchezza dire che gli omosessuali formano una lobby. Essi sono organizzati in associazioni locali e internazionali. Tutto qui. Hanno, inoltre, un alto tasso di solidarietà reciproca. Si mobilitano con estrema facilità. Sono costantemente pronti a fulminare chiunque s’azzardi a fare distinzioni tra ciò che è normale e ciò che normale non è. A fronte, però, dell’associazionismo gay, non c’è una analoga organizzazione degli altri. Essendo pochi (non conosco le percentuali degli omosessuali in rapporto alle popolazioni di riferimento, ma senz’altro sono minoranze) hanno estrema necessità di stringersi a coorte. Negli altri, nonostante decenni di rivoluzione culturale, provocano tuttora un naturale rigetto, sia pure variamente articolato. Ad alcuni fanno schifo, ad altri scatenano compassione, molti ne ridono come scherzi della natura, qualcuno si sforza di ignorarli… non sono tanti quelli che si sono convinti ad accettarli. E’ parecchio che non vado al circo, ma quand’ero bambino ho riso, come tutti, soltanto a vederli i nani che trotterellavano in pista con le loro gambe storte, le teste grosse e la braccia che a malapena riuscivano a togliere e mettere buffi cappellini colorati. Mezzo secolo fa non era cristiano prendere in giro un gobbo e nemmeno ridere se uno zoppo perdeva l’equilibrio e cadeva scendendo dal marciapiede, ma anche al prete scappava da ridere e si metteva la mano sulla bocca perché gli altri non se ne accorgessero. In mezzo secolo, abbiamo affinato le nostre sensibilità e accresciuto il tasso di rispetto per gli esseri umani. E’ ancora poco, intendiamoci. Quando in tv capita di guardare vecchi film dove fa ridere il balbuziente continuamente sfottuto dagli altri e dove l’omosessuale è ancora chiamato frocio, ricchione, culattone, finocchio… ebbene sarei curioso di sapere quanta gente nel chiuso della propria casa non scoppi in una risata liberatoria. Eh sì, proprio liberatoria. Perché qua è diventata una schiavitù. Una volta si diceva “peggio che parlar male di Garibaldi”. Oggi che dire? Gli omosessuali sfilano per dimostrare che sono orgogliosi di essere tali. In televisione sono padroni di casa affabili, intelligenti e colti. I travestiti (qui uso un termine grossolano per comprendere transgender etc.) fanno gli opinionisti e mettono i voti a questo e a quella. Ma è davvero tutt’oro? Davvero provano orgoglio ad essere come sono? ...P.S. Ho scritto su www.internettuale.net un commento più articolato a proposito delle polemiche sulla malattia omosessuale