Pubblicato il 27/06/11 alle 20:27:13 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
90 associazioni marocchine si uniscono. I sodalizi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige insieme per essere riconosciuti dalle istituzioni trivenete «Non vi è costrizione nella fede» è scritto nel Corano. Poi la spiegazione di altre "sure" del libro sacro dell'Islam che prescrivono il rispetto degli impegni assunti nella vita privata, pubblica e lavorativa, e la responsabilità. È nella relazione tenuta da El Khammar El Bakali, Imam della moschea dell'Aia, membro del Consiglio Europeo per la Ricerca e Consultazione Teologica, che si trova la chiave del convegno "I musulmani nel contesto del pluralismo culturale europeo". Si è svolto domenica all'hotel Alexander di Abano Terme (Padova), presenti circa 250 persone in rappresentanza di una novantina di associazioni di musulmani marocchini di 3 regioni: Veneto, Friuli e Trentino Alto Adige. Si sono unite in una federazione per avere una rappresentanza stabile e riconosciuta dalle istituzioni a livello triveneto.
Se da un lato, quindi, il Corano non detta la contrapposizione tra culture e religioni, dall'altro il percorso dell'integrazione va costruito sul reciproco riconoscimento e iniziative politiche e amministrative che lo favoriscano. «Partendo dall'esempio di Padova, come Associazione Rahma, abbiamo sempre avuto la volontà di lavorare e collaborare per raggiungere l'integrazione e la partecipazione nel sociale - ha detto Ahmed Talibi, presidente della federazione - adesso questo obiettivo si è allargato. Si sono unite le federazioni di associazioni di tre regioni: Veneto, Trentino e Friuli. Avere più struttura, organizzazione e coordinamento, pensiamo ci permetta di lavorare al meglio per il bene delle associazioni stesse e dell'integrazione con le varie componenti delle società in cui si vive».
In questa cornice il passaggio essenziale per la nuova federazione, continua Talibi, sarà ottenere il riconoscimento stabile da parte delle istituzioni del lavoro per l'integrazione che ha sempre svolto la rappresentanza islamica in Italia e nel Veneto in particolare. «Non vogliamo che un esempio come quello di Padova, di via Anelli, dei progressi che sono stati raggiunti, rimanga solo padovano. Vogliamo che sia una modalità di collaborazione che si allarga al Triveneto. Per questo serve avere una rappresentanza ufficiale che possa portare a risultati migliori e più profondi».
Ospiti del convegno anche il console marocchino per il Triveneto, El Hilali M'Hammed, e Daniela Ruffini, presidente del Consiglio comunale di Padova. «Sono contenta di questo processo federativo che è fatto per avere un rapporto complessivo con le istituzioni locali e che guarda al territorio come qualcosa di omogeneo - ha commentato Ruffini - ora siamo nella situazione in cui già all'interno della stessa provincia ci sono luoghi in cui ci sono difficoltà di dialogo con gli immigrati ed altri in cui le cose vanno meglio. Devono essere le istituzioni a creare dei reali percorsi di coinvolgimento». A Padova esiste, ad esempio, la figura del consigliere di quartiere immigrato. Sarà confermata anche nelle elezioni dei parlamentini rionali che si svolgeranno a novembre.
Islam, nasce la federazione del Nordest | 1 commento | Registrati
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Non fidatevi.
Scritto il 28/06/11 alle 17:00:29 GMT pubblicato da giuliana
L'ambiguità e la falsità sono le loro armi. Questa mattina ho inviato il seguente messaggio al ministro Alfano, con la speranza che lo legga. Vorrei sottoporre all'attenzione del ministro Alfano quanto viene insegnato nei centri culturali islamici. Quanto segue è tratto da "I diritti del fanciullo dell'islam" e "Dichiarazione universale islamica dei diritti dell'uomo" scaricato dal sito di Ravenna: www.racine.ra.it/islamoteca Durante la lettura non dobbiamo mai dimenticare che quando parlano di "Legge" si riferiscono alla loro, quella che considera la donna inferiore all'uomo, che prevede l'impiccagione per gli omosessuali, la lapidazione per le adultere, il taglio delle mani e dei piedi, la fustigazione, lo sgozzamento per gli infedeli e per chi abbandona l'islam. Ai bambini viene insegnato che l'unica guida valida per un musulmano è la shari'a, Insegnano ai più piccoli la legittimità della pena di morte "Il corpo umano è sacro ed inviolabile e solamente nei casi previsti dalla Legge divina l'uomo perde il diritto di vivere (Corano Sura 5 ayah 32), perdita che rende legittima l'esecuzione capitale, con cui viene inflitta la morte corporale." Inoltre si legittima la disubbidienza alle nostre leggi: "ogni persona ha diritto: 1) di essere trattata sole ed esclusivamente in conformità alle norme della Sciarì'ah ........ 4) di disobbedire a qualsiasi ordine contrario alla Sciari'ah da chiunque esso sia dato. Nella Dichiarazione universale islamica dei diritti dell'uomo si legge:" Premesso che Allàh ha dato al genere umano, attraverso la Rivelazione Coranica e la Sunna del Profeta Muhàmmad un sistema giuridico ed un ordinamento morale, all’interno dei quali vengono regolati in modo perfetto i rapporti inter - umani e le istituzioni sociali; in virtù della loro ORIGINE DIVINA questi DIRITTI NON possono essere LIMITATI, ABROGATI o CALPESTATI dalle AUTORITA', dalle assemblee o da altre ISTITUZIONI, nè possono essere rinunciati o ceduti; Quanto sopra premesso e ritenuto, da noi, credenti che gli insegnamenti dell’Islam rappresentano la quintessenza della Guida Divina nella sua forma finale e perfetta. ci sentiamo VINCOLATI AL DOVERE di diffondere gli insegnamenti dell’Islam con la parola, con le azioni, IN MODO DELICATO e di REALIZZARE PRATICAMENTE QUESTI INSEGNAMENTI non solamente nelle nostre vite individuali, ma anche NELLA SOCIETA' IN CUI VIVIAMO, AL DOVERE DI LAVORARE PER LA RIFONDAZIONE DI UNA REALTA' STORICA DI NATURA SOCIO-POLITICO-TERRITORIALE DOVE SI ATTUI L'ORDINAMENTO ISLAMICO." Questi insegnamenti non sono l'eccezione, sono la regola. Poi leggiamo sulla nostra Costituzione: art. 8. Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto NON CONTRASTINO CON L'ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO . I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. (hanno dichiarato che non riconoscono alcuna autorità)
art. 18. I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e QUELLE CHE PERSEGUONO, anche indirettamente, SCOPI POLITICI mediante organizzazioni di carattere militare (le moschee sono le loro caserme e i loro tribunali).
art. 19. Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché‚ non si tratti di RITI CONTRARI AL BUON COSTUME (la definizione "buon costume" è molto vaga, per cui penso che legittimare la pena di morte possa rientrare tra questi riti)
Bisogna chiudere immediatamente tutti i centri culturali islamici e le moschee. La shari'a deve essere dichiarata illegale, come illegale deve essere considerato qualunque tentativo eversivo di introdurre la legislazione islamica. (Fra pochi anni saranno loro a comandare. Hanno imparato ad essere pazienti. Non si considerano sottoposti alle nostre leggi, tramano contro di noi e pretendono pure la cittadinanza e il diritto di voto. Devono essere tutti espulsi immediatamente dall'Italia. Perché i pm non intervengono? Eppure c'è l'obbligatorietà dell'azione penale. Signor Ministro, ci dica almeno che cosa possiamo fare per salvare i nostri figli dal pericolo del totalitarismo islamico. A chi dobbiamo rivolgerci? Lei è troppo intelligente per cadere nella trappola islam=religione