SULMONA: SEQUESTRO' FIGLIA MUSULMANA, TRASFERITO AI DOMICILIARI
Pubblicato il 28/06/11 alle 14:45:53 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
La decisione è del gip del tribunale di Pescara, su richiesta del difensore della famiglia Sulemani Feim Sulemani il macedone di 45 anni, finito in carcere perché accusato di avere sequestrato la figlia di 19 anni di religione musulmana per impedirle di continuare a frequentare il suo fidanzato di religione cattolica, è uscito dal carcere di Sulmona (L'Aquila) dopo avere ottenuto gli arresti domiciliari.
La decisione è del gip del tribunale di Pescara, su richiesta del difensore della famiglia Sulemani, l'avvocato Alberto Paolini.
Il procedimento giudiziario già trasferito dal tribunale di Forlì, dove è avvenuto l'arresto, a quello di Sulmona, città dove risiede la famiglia della giovane e il fidanzato, è stato assegnato in maniera definitiva al tribunale di Pescara su richiesta della procura di Sulmona.
Secondo il sostituto procuratore Maria Teresa Leacche, infatti, il reato ipotizzato, cioè il sequestro di persona, sarebbe iniziato in un ristorante di Popoli, in provincia di Pescara, dove l'indagato stava festeggiando il compleanno e da dove sarebbe partito con tutta la famiglia diretto in una località del Veneto, prima di essere fermato dalla polizia stradale sull'autostrada A14, all'altezza di Forlì.
Con Feim Sulemani sono indagati, per concorso in sequestro di persona, la moglie Mirceda Sulemani e il figlio sedicenne.
Faim Sulemani era stato arrestato la notte del 9 giugno scorso da una pattuglia della polizia stradale di Cesena.
Secondo le accuse l'uomo stava rientrando in Macedonia per impedire alla figlia 19enne di continuare a frequentare il suo ragazzo di Sulmona.
A far scattare l'allarme era stato proprio il giovane sulmonese dopo aver ricevuto un sms dalla in cui la giovane musulmana gli aveva raccontato quello che le stava succedendo.
Il difensore della famiglia nei giorni scorsi aveva precisato che la famiglia Sulemani non stava lasciando l'Italia bensì era diretta a Padova, a casa di familiari per trascorrere un periodo di riflessione insieme alla figlia.