Bufera sulla moschea di carta. La Lega Nord è già in trincea
Pubblicato il 17/07/11 alle 15:55:12 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Il sindaco difende la scelta: «Autorizziamo il luogo di culto ma con regole rigide in spazi adeguati e idonei» Una raccolta di firme destinata a scandire il conto alla rovescia verso la grande manifestazione fissata per il 25 luglio. Il dissenso latente verso la costruzione di un centro di preghiera islamico che il Comune vorrebbe autorizzare alle porte del paese si è coagulato a Cologne in una vera e propria mobilitazione.
A tirare le fila della protesta contro il progetto è la sezione locale della Lega Nord. Testimonial della petizione promossa dal Carroccio è un documento distribuito in questi giorni a tutte le famiglie del paese. Una presa di posizione che ricalca a grandi linee quella assunta in aula dai consiglieri Aurelio Ghilardi, Ermanno Brusco e Robertino Paderno. «Quel progetto è una vergogna che ignora la volontà della comunità» si legge nel dossier leghista che sintetizza i termini dell'operazione.
Il luogo di culto islamico si inserisce infatti in un piano di riqualificazione urbanistica ad ampio respiro su un sito di 14.800 metri quadri attualmente a vocazione agricola in via Peschiera. La trasformazione dell'area compresa tra la provinciale 573 e il passaggio a livello della ferrovia è inserita nella variante al Pgt già presentata per un'operazione pubblico-privata. Il comparto ad ovest avrebbe destinazione commerciale e direzionale, quello ad est di 1.320 metri quadri dovrebbe essere ceduta al Comune con destinazione «edifici di culto e attrezzature per servizi religiosi».
QUI DOVREBBE SORGERE la moschea vincolata tuttavia a rigidi lacci: lo spazio non dovrà avere una capienza superiore alle 150 persone e l'eventuale minareto non dovrà oltrepassare i 12 metri di altezza. «Offrire uno spazio di preghiera è una questione di civiltà - afferma il sindaco Danilo Verzeletti - ma chiediamo il rispetto delle regole e soprattutto proponiamo una collocazione consona, ovvero lontana dal centro abitato e in una zone servita da adeguata viabilità e parcheggi». Un'alternativa insomma migliore al seminterrato che ospitava il centro di preghiera islamico fatto chiudere in una zona residenziale dal Comune e sui cui pende ancora un ricorso al Tar.
«La nostra soluzione - osserva il sindaco -, è decisamente migliore di quella adottata dalla Giunta uscente che ci ha lasciato in eredità un problema complesso costringendoci a scelte drastiche come quella di chiudere il luogo di culto».