Terrorismo: arresti a Milano - fanatici islamici volevano immolarsi
Pubblicato il 03/12/08 alle 12:23:05 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Maroni "attenzione altissima" in Italia
Cani sciolti ma infervorati da un radicalismo islamico che avevano imparato a coltivare e diffondere e che stava per concretizzarsi con l'ideazione dei primi attentati. E' questo il profilo dei due marocchini arrestati dalla Digos di Milano, accusati di progettare attentati contro sedi delle forze dell'ordine, da eseguire con bombole di ossigeno, perche' era troppo complicato farlo con un camion da riempire di esplosivo. I due, Rachid Ilhami, 31 anni, uno dei predicatori del centro culturale 'Pace' di Macherio (Milano), e Gafir Abdelkader, 42 anni, sono accusati di "associazione con finalita' di terrorismo internazionale" e "concorso esterno alla rete terroristica internazionale denominata Al Qaeda" con altri sette connazionali. Rachid e' accusato anche di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di falsificazione di documenti.
Maroni: "situazione preoccupante" "Stiamo verificando se si tratti di una rete o di un caso isolato" dice il ministro dell'Interno Roberto Maroni che oggi ha presieduto un Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, sottolineando che si tratta di una "situazione nuova e preoccupante" perche', "per la prima volta, parliamo di persone che avevano progettato un attentato in Italia". Fortunatamente, aggiunge, "siamo riusciti ad intervenire prima". L'attenzione, non solo per Milano, resta comunque "altissima" tanto che il ministro non esclude la possibilita' di "prendere provvedimenti per mettere in sicurezza i cittadini e combattere il terrorismo internazionale". Cosi' come e' stata prevista un'intensificazione dei controlli sui luoghi di aggregazione dei cittadini islamici, focalizzando l'attenzione sui money transfert e gli internet point. "Abbiamo una mappa aggiornata dei centri culturali, delle moschee, dei luoghi dove si fa proselitismo e si raccolgono anche fondi per il terrorismo - prosegue il ministro -. Luoghi concentrati soprattutto nelle regioni del nord". Le nostre forze di polizia comunque "sono in grado di monitorare accuratamente la situazione e quindi di scongiurare rischi" di attentati come a Mumbai.
Le conversazioni degli arrestati Certo e' che ci sara' una stretta dei controlli sugli obiettivi sensibili, cosi come si e' ritenuto opportuno fare una verifica e un aggiornamento del dispositivo di sicurezza anche in vista delle prossime festivita' natalizie. Quanto agli arresti di Milano, gli investigatori hanno seguito sin dal suo nascere la cellula, i cui componenti rivendicavano - parlando tra loro - l'appartenenza ad Al Qaeda, perche' la Digos, dal marzo del 2007, aveva avuto notizia di estremisti che si incontravano in una piccola sede (un magazzino abusivo) a Macherio, paese della Brianza in cui si trova anche la villa in cui abita con la famiglia il premier Silvio Berlusconi. Quando hanno cominciato a tenerli d'occhio hanno potuto osservare lo sviluppo del gruppo, che all'inizio si limitava ad ascoltare le prediche di Rachid, "un uomo che sapeva a memoria interi sermoni di Zawahiri", e che in un'intercettazione dice, riferendosi al figlio: "che bel bambino, diventera' come lo zio Osama". Dalle parole, pero', i due, scaricando video da Internet, avevano presto cominciato un percorso di istruzione militare da autodidatti, studiando gli effetti degli ordigni, le tecniche di autodifesa, e imparando a usare sostanze comuni per creare ordigni. "Ci vuole qualcosa che rimanga nella storia, cosi' avresti il riconoscimento di Dio e la grazia di Dio". A dirlo proprio i due arrestati in una conversazione intercettata nel settembre scorso. "Tu vai dentro, per esempio in una caserma dei carabinieri e ci sono 10, 15 militari, e se li terrorizzassimo?" commentavano.
Volevano immolarsi "Stiamo parlando di personaggi non inseriti in nessuna organizzazione - ha precisato il dirigente della Digos, Bruno Megale - che, non essendo riusciti a trovare i contatti necessari per recarsi nelle zone di guerra, alcuni mesi fa hanno deciso di combattere la loro battaglia qui, nella realta' dove erano peraltro ben inseriti, con lavori stabili e figli. Prima cominciando a istruire se stessi e i loro compagni con filmati, poi cominciando a fare sopralluoghi a presunti obbiettivi. La loro massima aspirazione era diventata quella di"farsi saltare in aria contro un obbiettivo" anche se pare che la prima azione, una specie di 'prova', avrebbe dovuto essere il ben piu' modesto incendio di auto in un parcheggio a Giussano, il paese dove i due, operai, vivevano. A casa dei marocchini la Digos ha trovato materiale propagandistico e didattico. Perquisita anche la sede dell'associazione, di cui Rachid era uno dei fondatori pur senza avere, attualmente, cariche. Nel mirino del gruppo c'erano il distaccamento dell'Ufficio stranieri, in via Cagni, a Milano, sede del Terzo Reparto mobile della Polizia, e la caserma Santa Barbara di via Perrucchetti, sempre a Milano, sede dell'Artiglieria a Cavallo. Nell' hinterland, invece, le caserme dei carabinieri (la stazione di Giussano e la Compagnia di Desio), il parcheggio di un supermercato Esselunga, a Seregno, e di un night club nei pressi. Gli aspiranti terroristi si erano accorti di una cimice, nel centro, e stavano pensando alla fuga. Non si erano accorti, pero', di averne altre in macchina.
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SE NON OGGI DOMANI
Scritto il 03/12/08 alle 14:37:28 GMT pubblicato da paolino
Purtroppo prima o poi succederà. E se proprio deve accadere penso che è bene che accada. Ovviamente co la speranza che non ci siano vittime feriti. Se avvvenisse un attentato in Italia, come in Spagna in Gran Bretagna o Mumbay, metteremmo fine una volta per tutte a questa vergogna di buonismo, a questo farsa di multiculturalismo. Censiremmo gli islamici uno ad uno e vi assicuro che si adeguerebbero alla nostra civiltà e di clandestini non ne sentiremmo più parlare.
in Italia
Scritto il 03/12/08 alle 15:37:59 GMT pubblicato da Riccardo
Non c'è bisogno di attentati per affermarsi. Ci sono la magistratura e la sinistra che fanno i loro interessi. A che servirebbe un attentato? Hanno già tutto quello che vogliono e vogliono sempre di più...
Scommettiamo
Scritto il 07/12/08 alle 00:18:47 GMT pubblicato da giuliana
che qualche giudice idiota li lascerà liberi dichiarandoli povere vittime di barbari pregiudizi razzisti che hanno impedito loro di immolarsi per raggiungere più velocemente il paradiso? (per Riccardo) Gli attentati servono ai musulmani per ubbidire agli inviti del corano di uccidere il maggior numero di infedeli. E' bene però che non li uccidano tutti, perché i superstiti sono obbligati a pagare una tassa speciale per la loro condizione "privilegiata"(dhimmi o protetti) In altre parole, nei paesi islamici i musulmani pretendono dai non musulmani il pagamento del pizzo, proprio come fanno i mafiosi di casa nostra nei confronti dei commercianti o degli industriali, in cambio di "protezione" -una specie di assicurazone sulla vita-