Pubblicato il 13/10/11 alle 13:48:11 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Intervista a Sarah el Sirgany La blogger e giornalista egiziana spiega la situazione del post-Mubarak alla luce del massacro dei copti del 9 ottobre in piazza Maspero. I militari, sempre più assertivi, vogliono che la popolazione torni ad aver paura e ad obbedire. La televisione distorce la realtà.
“Quello che abbiamo visto sabato nelle strade del Cairo non é stato uno scontro settario tra musulmani e copti. È stata un'escalation di violenza che ha coinvolto baltaghia (mercenari assoldati per diffondere panico, ndr) e militari. Questi hanno attaccato i manifestanti che protestavano contro la condizione dei copti in Egitto. Per strada vi erano cristiani, ma anche musulmani solidali con la loro causa” racconta Sarah el Sirgany, blogger e giornalista egiziana tra le autrici del libro Diari della rivoluzione.
LIMES: I manifestanti sono partiti dal quartiere copto di Shubra e quando sono arrivati in prossimità degli edifici della televisione di Stato, a Maspero, hanno trovato uomini pronti ad attaccarli. Cosa è accaduto? EL SIRGANY: È colpa della televisione che ha fatto un gioco sporco. Ha incitato gli egiziani a scendere in strada dicendo che i copti stavano creando caos e mettendo in pericolo la stabilità del paese. Hanno mostrato immagini di militari feriti dicendo che erano stati aggrediti da manifestanti copti e hanno lanciato appelli chiedendo ai cittadini di difendere la nazione.
La televisione ha distorto la visione della realtà, ha raccontato un’altra storia. Lo aveva già fatto qualche mese fa con gli scontri di Imbaba. Usando questo linguaggio settario, i media non fanno che esacerbare la tensione tra confessioni religiose, cercando di scatenare il disordine. Perché i giornalisti hanno insistito a definire tutti i manifestanti come copti? Perché hanno tralasciato di dire che vi erano musulmani tra di loro? [...]