Pubblicato il 18/11/11 alle 15:23:53 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Il pericolo dell’estremismo islamico in agguato nel cuore dell’Europa Bosnia-Erzegovina – Una piccola nazione, dalla quale potrebbe partire il colpo mortale all’Europa. Durante la guerra dei Balcani (1992/95), molti paesi islamici offrirono ai bosniaci assistenza finanziaria e militare, inviando migliaia di guerriglieri mujaheddin per combattere e contrastare le ambizioni espansionistiche della Serbia di Slobodan Milosevic. L’Accordo di pace di Dayton del 1995, che pose fine ai combattimenti, di fatto finì con il creare due identità nazionali, divise dal credo religioso.
Finita la guerra, molti jihadisti non lasciarono la Bosnia, e grazie ai copiosi finanziamenti ottenuti dal governo saudita, con la costruzione di centri di educazione religiosa, hanno promosso l’Islam, anche nelle sue forme più estreme ed intolleranti, come il wahabismo. È proprio da alcune di queste scuole coraniche (Madrasse), che viene il maggior pericolo per l’Europa.
Il mese scorso, Mevlid Jasarevic, musulmano (bosniaco) appartenente al movimento radicale islamico wahhabita, ha sparato contro l’ambasciata americana di Sarajevo.
Secondo indiscrezioni, pare che il giovane Jašarević avesse trascorso “del tempo nel villaggio di Gornja Maoča (in Bosnia) e a Vienna”, città dove secondo informazioni provenienti dalla comunità islamica bosniaca, le reclute del movimento Wahhabi verrebbero formate ed istruite lontano dai Balcani.
È di questi giorni la notizia secondo la quale l’ispiratore dell’attentato, potrebbe essere l’egiziano Imad al Misrì, ex leader religioso dell’unità militare “El Mudzahid”.
Nonostante l’estremismo islamico in Bosnia sia in crescita da anni, il mondo occidentale e la stessa America, hanno sempre sottovalutato il problema, almeno fin quando i più recenti rapporti delle intelligence occidentali non hanno evidenziato come la Bosnia sia diventata terreno fertile per il reclutamento di “musulmani bianchi “, ovvero estremisti islamici con caratteristiche tali che potrebbero facilmente passare inosservati in città americane o europee e portare a termine gli attentati.
Torna dunque di grande attualità il Gjorgje Kastrati del libro di Antonio Evangelista dal titolo “Madrasse – Piccoli martiri crescono tra Balcani ed Europa”, che spiega in chiave narrativa cosa rappresenti il fondamentalismo islamico per i Balcani, raccontando la storia del “Musulmano bianco”
Evangelista, nella parte iniziale del suo libro, spiega l’uso strumentale e distorto dell’insegnamento del Corano, finalizzato all’incitamento alla jihad.
Bambini, prevalentemente orfani di guerra, che vengono educati in Bosnia dove “ex mujaheddin, divenuti imam, da un giorno all’altro, preparano gli studenti, i ragazzi, i bambini, alla guerra contro i nemici di Allah, contro l’Occidente, spiegando e autocelebrando, con dovizia di particolari e di menzogne, le loro storie e le loro esperienze belliche, consapevoli d’essere madri e padri di creature segnate per sempre da guerre e tragedie familiari, che li hanno portati nelle scuole madrasse.”
Le caratteristiche somatiche spiccatamente europee di alcuni di loro, ne fanno macchine perfette per attentati suicidi. [...]