Pubblicato il 14/12/08 alle 11:57:13 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
CINA: Cinquanta milioni di torturati
Laogai è l’abbreviazione di «láodòng Gaizào», un’espressione che in cinese significa «riforma attraverso il lavoro» ed è il simbolo di quel sistema repressivo che punta alla rieducazione di dissidenti e di delinquenti comuni attraverso il lavoro forzato.
Oggi Laogai è il sinonimo più usato per identificare i campi di lavoro in cui vengono internati i dissidenti e gli oppositori al regime di Pechino, sottoposti a torture come calci, percosse, scosse elettriche, sospensione degli arti superiori, incatenamento in posizioni dolorose e privazione del cibo e del sonno.
Negli ultimi cinquant’anni almeno 50 milioni di cinesi sono passati attraverso i campi di lavoro. Harry Wu, il più conosciuto dissidente cinese sopravvissuto a oltre 17 anni di detenzione in vari campi di prigionia, si batte da qualche anno per trasformare la parola Laogai in un termine riconosciuto a livello internazionale come “lager” e “gulag”.
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CINESERIE
Scritto il 14/12/08 alle 14:19:17 GMT pubblicato da paolino
"Tutto ciò che costa poco, vale poco"! Lo diceva sempre mio nonno... "Tutto ciò che vale poco, costa molto"! Questo lo dico io... Tutta la robaccia cinese che trovate nei negozi e bancarelle, vale poco, ma costa molto in termini di sfruttamento della manodopera - nei casi migliori a basso costo, nei peggiori gratis - perchè estorta con la forza dentro i lager, i gulag o i laogai come li chiamano loro. Se compri un prodotto cinese il più delle volte rischi dal punto di vista della salute e della sicurezza, ma rischi sempre di contribuire all'economia di una nazione che si stà facendo le budella d'oro sulla pelle degli altri. Dallo sfruttamento dei più deboli all'interno del Paese allo sfruttamento delle colonie in Africa dove è capace solo di prendere le materie prime come petrolio etc. senza dare in cambio nulla. Quando avrà sfruttato quella regione o Paese africano, passerà ad un altro e cosi via... e gli occidentali senza nessun dazio contribuscono ad alimentare un mercato senza alimentare chi muore di fame. Se devi comprare un prodotto cinese, conta fino a dieci, e poi non farlo...in quei dieci secondi è morto qualcuno a causa di tutto ciò....
re: CINESERIE
Scritto il 16/12/08 alle 21:27:57 GMT pubblicato da giuliana
Ha perfettamente ragione. Prima di comprare qualsiasi cosa io ne controllo sempre la provenienza. Non si scappa: è made in China. Il fatto è che di prodotti italiani se ne vedono ben pochi, in commercio, a cominciare dai giocattoli. E per quanto riguarda l'abbigliamento è molto probabile che i capi che recano la dicitura !made in Italy" siano confezionati in Italia, ma in laboratori clandestini o comunque dove la mano d'opera è sfruttata. (Non mi riferisco ad articoli smerciati su bancarelle o in negozi gestiti da cinesi.) Le dirò di più; mi è capitato di acquistare in un supermercato delle noccioline americane credendo che il loro stesso nome fosse una garanzia. Invece, ad un controllo più accurato in quanto il gusto mi aveva lsciata perplessa, la confezione recava la scritta "made in China".