Pubblicato il 03/01/09 alle 22:42:15 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Uccise Sara: sconterà diciotto anni - Esclusa l´aggravante della crudeltà, non tentò di uccidere la madre della ragazza
Non gli hanno dato l´ergastolo. E non lo hanno nemmeno condannato per aver cercato di uccidere la madre della vittima. Ferdinando Lo Campo dovrà scontare 18 anni e dieci mesi di carcere per aver ucciso Sara Wasington, la sua amica di soli venti anni, di cui si era innamorato, e che aveva colpito alla testa con un pugno, soffocato, picchiato, gettandola prima per le scale in cantina e poi occultandola tra i rifiuti nei pressi del laghetto dei Pescatori di Borgaro.
E´ una sentenza che fa discutere, quella del giudice per l´udienza preliminare Paola Dezani, perché "riscrive" anche la notte dell´omicidio. E´ stata esclusa l´aggravante di aver agito con crudeltà. Esclusa anche quella di aver approfittato della minorata difesa della vittima. Assoluzione anche dal tentato omicidio di Caterina Iannino, la madre di Sara, che il giovane aveva tentato di soffocare sia con le mani che con un cuscino, sferrandole poi due colpi in testa con un posacenere subito dopo aver ammazzato sua figlia. Assoluzione dalla tentata rapina.
Il giudice ha anche rimandato gli atti in procura al pm Nicoletta Quaglino, che aveva chiesto la condanna all´ergastolo, perché si proceda per "lesioni". Ma a pesare sull´esiguità della pena è stato soprattutto lo sconto del rito abbreviato, scelto dall´imputato, che ha portato la condanna da 28 anni e quattro mesi a 18 e dieci. Naturale che subito dopo la lettura del dispositivo esplodesse la rabbia dei parenti, che si aspettavano la condanna del carcere a vita.
Il giudice Dezani ha condannato Nando Lo Campo per omicidio volontario semplice, e, senza aggravanti, ha inflitto il massimo della pena: 24 anni di carcere. Ha aumentato la pena per l´occultamento di cadavere e per aver somministrato cocaina alla vittima: 26 anni in tutto. Scontati per il rito abbreviato di un terzo, a 17 anni e quattro mesi. Ha considerato poi reati autonomi e non in continuazione con l´omicidio quelli commessi nei confronti della madre della vittima.
Dopo aver ucciso Sara, Nando voleva simulare una fuga volontaria della ragazza. Si era introdotto a casa della ragazza, prendendo le sue chiavi dalla borsa, ma era stato scoperto dalla madre della vittima. Lui allora, secondo l´accusa, aveva cercato di ucciderla. La donna però aveva reagito riuscendo a liberarsi dall´aggressore e a quel punto il ragazzo si era fermato, aveva chiesto un bicchiere di acqua e zucchero e si era calmato. Il giorno dopo aveva portato la donna, spaventata per non aver visto rientrare a casa Sara, in giro per la città a cercarla, pur sapendo di averla già uccisa. Il giudice però ha ritenuto che Nando non volesse davvero uccidere la donna, perché dopo averla aggredita e colpita, si era fermato da solo. Lo ha quindi condannato a due anni e quattro mesi solo per il furto delle chiavi di Sara e per la violazione di proprietà privata, in continuazione fra loro, a due anni e quattro mesi, ridotti a un anno e sei.