Pubblicato il 17/02/09 alle 21:54:19 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
L’associazione El Huda si sposterà in via Regina Pacis per pregare Gli islamici affiliati all’associazione El Huda hanno lasciato lo stabile di via San Giacomo, come avevano garantito sottoscrivendo l’accordo del 2 febbraio. Il sindaco ha poi reso noto che nei prossimi giorni allestiranno a loro spese una tensostruttura nel parcheggio di via Regina Pacis. Per l’occupazione del suolo, i musulmani hanno già pagato l’imposta. Ma la nuova soluzione non piace a Claudia Severi del Pdl, sempre più contraria ad una nuova moschea.
Gli islamici dell’associazione culturale El Huda se ne sono andati. Sabato scorso gli spazi dello stabile di via San Giacomo, dopo dure polemiche e seri fraintendimenti, sono stati lasciati liberi. E’ il primo passo all’interno della serie di accordi con la giunta che sono stati stipulati e sottoscritti nel documento del 2 febbraio scorso.
Il prossimo gradino sarà l’apertura di un centro di raccolta per gli islamici di El Huda sotto una tensostruttura in via Regina Pascis. Lo spiazzo prescelto è un parcheggio che confina con via Fossa e via Emilia Romagna. El Huda ha già pagato l’imposta per l’occupazione di suolo pubblico e il Comune, da parte sua, ha terminato le verifiche. L’area di accesso è già stata delimitata e chiusa.
Nei prossimi giorni gli islamici monteranno la tensostruttura pagata completamente da loro. Sotto il tendone verranno ospitati i fedeli musulmani che vorranno pregare. Ma seguendo precise condizioni, come ha ricordato il sindaco Graziano Pattuzzi: «Oltre all’abbandono del capannone di via San Giacomo, è prevista l’adozione della lingua italiana in tutte le attività svolte nell’area con la sola esclusione della lettura del Corano, la pulizia, il decoro e la vigilanza dell’area».
Basterà una sola violazione dell’accordo o un’eventuale condanna penale a carico dei componenti del direttivo di El Huda e il contratto sarà rescisso. E a El Huda verrà a mancare lo spiazzo di via Regina Pacis. «Credo che questa sia la dimostrazione - spiega il sindaco - di come l’associazione non solo abbia intenzione di collaborare con la giunta e anche di avviare un percorso di integrazione che debba partire dall’accettazione di regole comuni».
Contro la tensostruttura si scaglia Claudia Severi (Pdl). «Il problema su dove costruire la nuova moschea non si deve nemmeno porre - annuncia - perché non sono state date risposte sui finanziamenti, sulla gestione, sulle attività e non ultimo sulla possibilità di predicare in italiano. Su questi temi di deve aprire una discussione seria e di merito».