Pubblicato il 09/02/08 alle 09:51:50 GMT pubblicato da Una_via_per_Oriana
Sospeso d'arbitrio il Regolamento per mettere in difficoltà il piccolissimo numero di Parlamentari europei che vogliono un referendum sul Trattato di Lisbona di Daniel Hannan 25 gen 2008 13:45
Credevo ormai, dopo otto anni al Parlamento europeo, di essere rotto a tutto, che nulla avrebbe più potuto scandalizzarmi. Mi sbagliavo. Ieri, il Presidente del Parlamento, Hans-Gert Pöttering, ha chiesto e ottenuto il potere di sospendere d'arbitrio il Regolamento per mettere in difficoltà il piccolissimo numero di Parlamentari europei che vogliono un referendum sul Trattato di Lisbona Costituzione europea.
Mi ero abituato ad aspettarmi la permalosità, l'intolleranza del dissenso, la noncuranza per la normativa, l'autoritarismo. Ma non ero ancora preparato ad una tale flagranza.
Hans-Gert ha ammesso apertamente che il comportamento dei suoi avversari euro-scettici rientrava nelle regole. E non chiedeva di cambiare quelle regole - procedura questa che avrebbe richiesto del tempo. No, voleva semplicemente il permesso di ignorarle. Permesso accordato, votato in commissione, 20 voti a 3.
Vale la pena riportare per intero la lettera di Hans-Gert:
Caro Mr Leinen, [Jo Leinen, un socialista tedesco, presiede la Commissione Affari Costituzionali] Nel corso della sessione parziale attualmente aperta, il Parlamento si è trovato varie volte ad affrontare richieste procedurali basate formalmente su una norma del Regolamento Procedurale, che esse rispettavano, ma che nella piena convinzione mia e di altri componenti della Camera miravano a fare ostruzionismo.
E' mia opinione che la mia responsabilità generale per l'applicazione del Regolamento procedurale e dei poteri conferitimi dalla Norma 19 comprendono il potere di non permettere tali pratiche.
Vi sarei pertanto grato se, ai sensi dela Norma 201(1), inoltraste alla Commissione Affari Costituzionali la seguente domanda, da prendersi in considerazione con urgenza.
"La Norma 19(1) può essere interpretata nel senso che i poteri conferiti da questa Norma comprendono il potere di mettere fine a un uso eccessivo di mozioni, come le mozioni d'ordine, le mozioni procedurali, le spiegazioni di voto ed eccessive indiscriminate richieste di voti separati, divisi o nominali, ove questi paiano al Presidente mirare a disturbare deliberatamente le procedure della Camera o i diritti degli altri parlamentari."? Gradirei avere l'interpretazione della vostra Commissione prima dell'apertura della prossima sessione parziale.
Non me lo sono inventato, una copia della lettera originale si trova su England Expects.
Rileggettela con calma. Hans-Gert accetta che le nostre richieste di voti elettronici e del diritto di motivare il nostro voto erano perfettamente legali. Ma non chiede che si cambino le regole. Chiede il diritto di ignorarle a sua discrezione - cioè, di ignorare tali richieste quando vengono fatte da degli Euro-scettici.
La sua foglia di fico è la norma N. 19 (1). Anche questa vale la pena di citarla:
"Il Presidente ordinerà tutte le attività del Parlamento e dei suoi organi secondo le condizioni stabilite da queste Norme. Godrà di tutti i poteri necessari per presiedere alle procedure del Parlamento e per assicurare che siano eseguite in modo appropriato."
In altre parole, il Presidente è vincolato dalla Norma n.19 a sostenere il Regolamento, non ha il permesso di metterlo da parte quando gli pare.
Tutta la questione è scandalosa. Sono tentato di paragonarla al Ermächtigungsgesetz dei nazisti- la legge del 1933 che permise a Hitler di ignorare il parlamento e la costituzione. Ma non lo farò perché a) sarebbe sproporzionato e b) sarebbe tremendamente scortese nei confronti di Hans-Gert, che perse il padre nella guerra e che, anche se si sta comportando in maniera scandalosa in questa occasione, è un brav'uomo e un democratico. Ed è proprio per questo che sono così deluso. Proprio lui dovrebbe essere consapevole dei rischi insiti nel prendersi dei poteri discrezionali per forzare la legge.
Ma permettetemi invece di citare il nonno della resistenza britannica all'Euro-totalitarismo, Edmund Burke. Quello che più lo disturbava della rivoluzione francese, più del suo repubblicanesimo, più del suo ateismo, più della minaccia alla pace dell'Europa, era che non si riteneva vincolata ad alcuna legge.
"Devono essere peggio dei ciechi coloro che non riescono a vedere con quale sistematicità, in questo e in tutti i casi, essi perseguono il loro piano di distruzione di ogni potere indipendente," scrisse nelle sue Lettere sul Regicidio. "La loro unica legge è la loro volontà, non solo nel loro paese ma anche nei riguardi di ogni nazione. Hanno spazzato via le costituzioni stesse su cui si basavano le legislature e si facevano le leggi."
Fa venire la pelle d'oca per quanto è preveggente, non è vero? E cosa ha spinto l'Europarlamento fino a questo punto? Cosa li ha provocati al punto di strappare le loro stesse regole? Un ostruzionismo massiccio che impediva loro di lavorare? Vogliamo scherzare?
Come sanno i miei fedeli lettori, il Presidente del Parlamento europeo gode GIA' di notevoli poteri discrezionali. Ma i parlamentari europei hanno due diritti che nemmeno lui può ignorare: possiamo esigere che i voti vengano contati elettronicamente piuttosto che per alzata di mano (una procedura leggermente più lenta ma più precisa, e una che permette a tutti di vedere come hanno votato i loro parlamentari); e possiamo chiedere di motivare, in non più di un minuto, perché abbiamo votato come abbiamo votato.
Una manciata di parlamentari pro-referendum - sovranisti della Polonia e della Francia, scandinavi di sinistra, conservatori e UKIP dalla Gran Bretagna insieme a Jim Allister dall'Irlanda del Nord, l'uomo più onesto del mondo politico Unionista - hanno deciso di utilizzare appieno entrambe le procedure per protestare contro l'annullamento dei referendum promessi e contro la messa in atto di grosse parti della costituzione prima della loro formale ratifica. Io sto concludendo ogni discorso con un richiamo giocoso alla "Delenda Est Carthago" di Catone, dicendo "Pacto Olisipiensis Censenda Est" - Il Trattato di Lisbona deve essere messo ai voti.
24 parlamentari che fanno una serie di discorsi da un minuto ciascuno non fanno ostruzionismo. Al massimo, avremmo fatto tardare di mezz'ora il pranzo dei parlamentari e magari ritardato l'inizio della sessoine pomeridiana. Ma anche questo è intollerabile per le autorità parlamentari. Accecate dal loro risentimento verso gli "anti-europeisti", il che a sua volta è un surrogato della paura e il disprezzo che provano per il proprio elettorato, hanno abbandonato ogni finzione di legalità per impedirci di far presente il nostro punto di vista alla camera. Anche il solo suono della voce di una persona che chieda il referendum suona come un'offesa ai loro orecchi colpevoli. La vista perfino di una parlamentare moderata e rispettabile come Kathy Sinnot, irlandese, difensora dei diritti dei disabili , che aveva indosso una maglietta con la parola "REFERENDUM" ha provocato un'azione disciplinare nei suoi confronti.
Quello che odiano veramente, i miei colleghi federalisti, è che si ricordi loro che erano tutti in favore dei referendum fino a quando è diventato chiaro che li avrebbero persi. Noi siamo le loro cattive coscienze, i fanstasmi ai loro banchetti.
Per allungare un pò il riferimento a Macbeth, la cosa più scandalosa di questo comportamento non è che cercano di chiudere la bocca a chi li critica, e neanche che stanno infrangendo le proprie regole - in fondo, fanno questo su scala molto più grande quando risuscitano la costituzione nonostante due referendum in cui i cittadini hanno detto "No". No, quello che toglie il fiato è che non si sono neanche dati il disturbo di nascondere l'illegalità di quello che stanno facendo. L'hanno messo tutto per iscritto. Come disse Lady Macbeth : "Che bisogno abbiamo di temere chi lo venga a sapere, quando nessuno può mettere a repentaglio il nostro potere?"
Ma arriva un momento quando l'arroganza del potere, la sensazione che ci sia un regolamento per le élites e un regolamento diverso per tutti gli altri, diventa intollerabile. E' il momento in cui la Foresta di Birnam comincia a marciare su Dunsinane. Comportandosi come hanno fatto, i parlamentari europei ci hanno avvicinato a quel momento.
Adesso è chiaro che la costituzione non ha alcuna legittimità. Sta diventando chiaro anche che il Parlamento europeo ha perso qualunque brandello di legittimità possa una volta aver avuto. Per cui permettetemi di concludere con un'altra citazione chiaroveggente di Burke:
"Colui che ammira, ed ha a cuore, i veri parlamenti nazionali, deve rivoltarsi con orrore e disgusto contro una tale parodia e irrisione profana di quella sacra istituzione."