Bambini torturati e uccisi sul computer di due torinesi

Gli insospettabili della porta accanto.

Il primo ha 32 anni, è un tecnico, moglie e due figli. Due i precedenti specifici nel suo passato: un tentativo di violenza ai danni di un’adolescente, figlia di un amico, con relativa condanna a due anni, e un processo in corso, per detenzione di materiale pedo-pornografico.

Il secondo, incensurato, ne ha 51, è un libero professionista, pure lui moglie e due figli. Arrestati dal pm Alessandro Sutera Sardo per i loro spaventosi archivi digitali pedo-pornografici. Di più. Tra le immagini acquisite dai detective della polizia postale di Torino anche foto di bimbi che fanno parte della loro cerchia familiare, scambiate con altri soggetti dediti a questo squallido e macabro scambio.

Macabro perché, nelle migliaia e migliaia di files, alcuni riproducevano sequenze di torture, orribili violenze sessuali e persino pestaggi la cui conclusione inevitabile è la morte. Le vittime sono bimbi di pochi mesi, di cinque o sei anni.

oi stupri di gruppo, con protagonisti bambini che purtroppo è molto difficile identificare. I film sono girati nei paesi dove la tutela dei minori è pari a zero: alcune regioni dell’Est Europa, dell’Asia, ma da qualche tempo i set – forse – sono anche in Italia. Lo si deduce da alcuni particolari degli arredamenti, dagli scorci di paesaggio che si intravedono nelle case dei mostri, nei tratti antropometrici dei violentatori e nei loro vestiti. Dettagli in apparenza senza importanza ma utilissimi per tentare di localizzare almeno le zone geografiche dove operano i pedofili. […]

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